Spari in centro profughi/ Caserta, Prefettura ordina evacuazione immediata dopo l’aggressione

- Emanuela Longo

Spari in centro profughi a Caserta: dopo il ferimento del 19enne immigrato e il fermo dell’amministratore della società proprietaria dell’immobile, evacuata la struttura.

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LaPresse

Nella notte tra venerdì e sabato scorso, presso il centro profughi di Gricignano di Aversa, in provincia di Caserta si è sfiorata la tragedia. Come ricostruire Giornalettismo.com, infatti, in piena notte il gestore del centro profughi avrebbe aperto il fuoco colpendo un giovane immigrato ospite della struttura dopo che quest’ultimo aveva dato fuoco alla sua stanza. Il ragazzo ferito è un 19enne del Gambia e in Italia dallo scorso settembre: in seguito al suo gesto sarebbe stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Quando Carmine Della Gatta, amministratore della società proprietaria dell’immobile interviene, il 19enne lo aggredisce, ferendolo al volto in seguito al lancio di una pietra. Da qui la decisione del primo di estrarre la sua arma legalmente detenuta e sparare alla bocca dell’immigrato, perforandogli le corde vocali. L’imprenditore a quel punto si sarebbe dato alla fuga prima che venissero allertati 118 e Forze dell’ordine. Della Gatta si sarebbe quindi costituito subito, ammettendo di aver esploso il colpo di pistola per paura. Fermato, è stato messo agli arresti domiciliati con l’accusa di tentato omicidio.

L’UOMO FERMATO: “SONO TURBATO”

Dopo i fatti avvenuti due notti fa nel centro profughi del Casertano, dunque, la Prefettura di Casera ha avviato le pratiche per la risoluzione del contratto con il Consorzio di cooperatiche che gestisce la struttura “La Vela” teatro del terribile fatto. Ne dà notizia l’agenzia di stampa Ansa che sottolinea come dopo l’aggressione a fuoco di Della Gatta, si sarebbe sollevata l’ira di circa trenta immigrati che hanno realizzato delle vere e proprie barricate in strade, rimosse dopo alcune ore in seguito al necessario intervento delle Forze dell’ordine. La Prefettura ha anche deciso l’evacuazione immediata della struttura, che finora ha ospitato circa 150 residenti asilo, tra pachistani e nigeriani, gambiani e ghanesi. Nel frattempo, dopo il suo fermo, come ha dichiarato a Il Mattino, il 43enne ha commentato: “Sono molto turbato. Mi dispiace per quel ragazzo, se tornassi indietro non farei quello che ho fatto. Ho avuto paura, mi ha aggredito, mi ha ferito con una pietra, ho cercato di difendermi. Temevo di essere assalito da più persone, che a lui si unissero altri migranti”.



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