Bimbo cade nel pozzo e muore/ Frantoio Corinaldo: i testimoni, “per alcuni minuti ha continuato a gridare”

- Emanuela Longo

Bimbo cade nel pozzo e muore, Frantoio Corinaldo: a 5 anni precipita nella cisterna contenente gli scarti delle olive. Stessa tragedia accaduta 36 anni fa ad Alfredino.

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Immagine di repertorio

Si aggiungono nuovi inquietanti particolari alla morte del bambino di cinque anni finito nel pozzo in un frantoio a Corinaldo. Giulia Mancinelli, redattrice di www.viveresenigallia, era sul posto pochi attimi dopo l’immane tragedia. A Corriere.it ha raccontato cosa è accaduto in quei drammatici momenti: “Florin è sparito giù, precipitato in quel pozzo maledetto. I testimoni che si trovavano lì hanno raccontato che il piccolo per alcuni minuti ha continuato a gridare mentre il papà ha cercato con tutte le sue forze di afferrarlo”. Il pozzo, però, come dichiara la giornalista, era troppo profondo. Secondo le prime indiscrezioni pare che lo stesso fosse coperto da una sorta di asse su cui il piccolo avrebbe camminato sopra senza che il padre e la zia potessero immaginare che sotto ci fosse un pozzo. All’improvviso, però, Florin sarebbe precipitato nella cisterna senza possibilità di salvarsi, sebbene sia stato estratto ancora in vita. Ora i familiari chiedono verità e giustizia per quanto accaduto. “Si chiedono come mai un pozzo, poco più di un tombino, potesse essere lasciato così “accessibile”. sostengono che il pozzo non era ben coperto e che chiunque sarebbe potuto caderci dentro”, ha aggiunto la redattrice al quotidiano. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

COME ALFREDINO 36 ANNI FA

A 36 anni di distanza dalla morte drammatica di Alfredino Rampi, il piccolo di sei anni caduto nel pozzo e che tenne gli italiani incollati al piccolo schermo per 18 ore prima della sua morte, la storia si ripete. Come riporta Corriere.it, un bimbo di 5 anni, Florin Petru Strambu è morto dopo essere caduto in un pozzo, mentre si trovava in un frantoio a Corinaldo, in provincia di Ancona. La tragedia è accaduta nella tarda serata di ieri, mentre il piccolo si trovava nel frantoio insieme alla zia ed al padre. Secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe avvicinato pericolosamente e sarebbe precipitato in un pozzo contenente gli scarti di lavorazione delle olive. Erano circa le 18:30 quando è giunto nel frantoio insieme ai suoi familiari e forse complice anche il buio e la disattenzione del genitore, il bimbetto sarebbe precipitato accidentalmente nella cisterna. L’epilogo è simile a quanto accaduto al piccolo Alfredino, intanto sul caso indagano i Carabinieri di Senigallia per far luce su dinamiche esatte e responsabilità.

UN SOCCORRITORE COLTO DA MALORE

Esattamente come accadde a Vermicino quasi 40 anni fa, anche ieri i soccorritori sono prontamente giunti sul posto della tragedia nel tentativo di estrarre il bimbo dal buco nero nel quale era caduto. Ed esattamente come accadde per Alfredino, anche qui un sommozzatore del 115 sarebbe stato colto da un malore a causa delle esalazioni provenienti dal pazzo nel quale fermentavano le olive da macerare. Il bimbo era ancora vivo quando medici e pompieri sono riuscito ad estrarlo dal pozzo. Immediatamente sul posto è stato eseguito un tentativo di rianimazione prima di essere condotto al vicino ospedale di Senigallia, dove però il piccolo è morto alle 20:25 di ieri. Le operazioni di recupero del corpo, stando a quanto riportato da VivereSenigallia.it, non sono state semplici: i vigili del fuoco avrebbero inizialmente tentato di calarsi con le maschere antigas ma il tentativo è stato vano a causa della scala troppo corta. Da qui la necessità di far intervenire i sommozzatori. Nonostante questo però, l’intervento è stato vano.

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