GIOVANNI FALCONE/ Strage di Capaci: Dna di una donna misteriosa su alcuni reperti, l’indagine prosegue

- Emanuela Longo

Giovanni Falcone, strage di Capaci: dalle nuove indagini spunta un Dna femminile misterioso rinvenuto da alcuni reperti a pochi metri dal cratere, a chi appartiene?

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Strage di Capaci, 26 anni fa l'attentato a Giovanni Falcone (Wikipedia)

Si riaccendono i riflettori sulla drammatica Strage di Capaci nella quale persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie e tre poliziotti della scorta. Secondo quanto riporta un articolo di Repubblica.it nell’edizione palermitana, le nuove indagini condotte dalla procura di Caltanissetta avrebbero messo in luce la presenza di tracce genetiche di una coppia, un uomo e una donna su due reperti rinvenuti sul luogo della strage, il pomeriggio del 23 maggio 1992. I due reperti rimasti custoditi in un armadio blindato nel palazzo di giustizia nisseno, sono stati soprannominati “Reperto 4 A” e “Reperto 4 B”. Si tratta di due guanti in lattice ritrovati a pochi metri dal cratere di Capaci, insieme ad una torcia e a un tubetto di mastice, tutti sottoposti agli accertamenti degli esperti e che hanno fatto trapelare nuovi dati importantissimi. Oltre all’impronta digitale già nota e appartenente a Salvatore Biondo, uno degli stragisti di Cosa Nostra, ci sarebbero altri due Dna ignoti, uno maschile, rinvenuto sul primo reperto e non appartenente a nessuno dei mafiosi condannati all’ergastolo e soprattutto uno femminile, vera novità della nuova indagine che dimostra come, di fatto, la procura di Caltanissetta non abbia mai smesso di lavorare né ha intenzione di farlo ora, tanto da avere in serbo “un fitto calendario di cose da fare”, come riferito dal procuratore capo, Amedeo Bertone.

UNA MISTERIOSA COPPIA SUL LUOGO DELLA STRAGE?

Stando a quanto emerso dagli accertamenti scientifici eseguiti ad oggi, pare che i due profili genetici non appartengano a Giovanni Aiello, “Faccia da mostro”, l’ex poliziotto morto lo scorso agosto, né alla sua amica, tale Virginia, entrambi indagati nei mesi scorsi per alcuni omicidi. Il fascicolo sul loro conto sarebbe però già stato archiviato per mancanza di riscontri certi. Ci si domanda, dunque, a chi possano appartenere quelle due tracce biologiche e in particolare quella femminile, la quale sarebbe mista ad altre tracce genetiche. Tuttavia, nella consulenza si legge: “I risultati mostrano chiaramente un profilo misto derivante da almeno tre individui diversi dove però la componente attribuibile ad uno o più soggetti di sesso femminile risulta essere maggiormente rappresentata”. Ora, la stessa consulenza rientra tra gli atti del processo bis sulla strage Falcone e non si esclude la riapertura del processo d’appello, come chiesto dalla difesa del boss all’ergastolo Lorenzo Tinnirello, che ha sempre sostenuto la presenza di altri soggetti esterni a Cosa Nostra in merito alla Strage di Capaci. Tesi, questa, che fu sostenuta anche dall’ex pm della Direzione nazionale antimafia Gianfranco Donadio ma bocciata dalla Corte d’Assise del processo bis.



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