Renata Rapposelli/ Un lapsus del figlio svela il luogo del ritrovamento del corpo (Pomeriggio 5)

- Emanuela Longo

Renata Rapposelli, il caso della pittrice di Ancona oggi a Chi l’ha visto: esami del Dna confermano appartenenza del corpo trovato a Tolentino, ma come e quando è morta?

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Omicidio Renata Rapposelli, arrestati ex marito e figlio

Ci sono importanti novità nel giallo di Renata Rapposelli e Pomeriggio 5 dedicherà ancora un’ampia pagina al caso della donna. Dopo l’intercettazione che andrebbe ad incastrare l’ex marito ed il figlio, Giuseppe e Simone Santoleri, ora spunta un nuovo gravissimo indizio proprio a carico del figlio. Simone, indagato a piede libero per omicidio e occultamento di cadavere al pari del padre, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio alla presenza del pm di Ancona potrebbe essere ora incastrato da un lapsus pronunciato dall’uomo nel corso di una intervista di circa due settimane fa ai microfoni della trasmissione di RaiTre, Chi l’ha visto, parlando del luogo in cui è stato rinvenuto il corpo senza vita della madre. “Pronto sono il maresciallo della caserma di Cingoli, non so perché mi viene da dire Chienti…”, avrebbe detto Simone parlando della chiamata dell’inquirente. Il Chienti è proprio il fiume vicino al quale è avvenuto il ritrovamento del cadavere della pittrice scomparsa. Un lapsus che ora potrebbe costargli caro. Le parole del figlio indagato sono ora al vaglio degli inquirenti nel tentativo di capire se dietro quella frase ci sia solo una coincidenza o se invece rappresenterebbe realmente la chiave dell’intero giallo. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

L’INTERCCETTAZIONE CHE INCASTRA GIUSEPPE E SIMONE SANTOLERI

Non solo il giallo dei cellulari ma anche una intercettazione attualmente al vaglio degli inquirenti che indagano al giallo di Renata Rapposelli. Sono stati questi gli argomenti centrali affrontati nella nuova puntata di Pomeriggio 5 che è tornata nuovamente sul giallo. Stando a quanto riferito dall’inviata, i cellulari di Renata e di suo marito non avrebbero agganciato le celle telefoniche di Loreto dove l’ex marito, Giuseppe Santoleri, racconta di averla accompagnata lo scorso 9 ottobre, giorno della sua scomparsa. “I telefonini di Renata, Simone e Giuseppe si sarebbero spenti contemporaneamente nello stesso arco di tempo, intorno alle 13:00 agganciando la cella di Giulianova e non quella di Loreto”, ha dichiarato l’inviata, in collegamento proprio con alle spalle l’abitazione di padre e figlio ora indagati. Ma ci sarebbe anche un’altra importante indiscrezione, questa volta giunta dal settimanale Giallo, secondo il quale sarebbe stata intercettata una conversazione tra Simone ed il padre Giuseppe nei giorni precedenti all’iscrizione dei loro nomi nel registro degli indagati. Nel corso dell’intercettazione, proprio l’ex marito di Renata avrebbe manifestato una certa preoccupazione non in merito alla scomparsa della donna ma verso i loro stessi confronti. Quella telefonata fu poi chiusa in modo frettoloso per paura di essere intercettati, come poi di fatto sarebbe avvenuto, rendendo la loro posizione ancora più compromessa. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

GIALLO SUI CELLULARI SPENTI IN CONTEMPORANEA

Si torna a parlare del giallo di Renata Rapposelli nella nuova puntata di Pomeriggio 5, la quale si concentrerà su due importanti gialli: il primo ha a che fare con il cellulare mentre il secondo con l’auto che l’ex marito avrebbe usato per accompagnare la donna dopo la lite avuta in casa a Giulianova. Esiste un mistero ancora non svelato che ruota attorno ai telefoni cellulari della vittima e di Simone e Giuseppe Santoleri, rispettivamente figlio ed ex coniuge ora indagati per omicidio e occultamento di cadavere. Come riporta Urbanpost.it, gli inquirenti avrebbero scoperto che a Simone sarebbero intestate almeno tre schede sim e che in uso all’uomo ci sia più di un cellulare. La vera stranezza però è l’ora in cui il telefonino di Renata di spense, ovvero alle 13.09 del 9 ottobre scorso, quando arrivò nella casa dei due uomini. Sempre secondo fonti inquirenti, pare che in contemporanea si spensero anche i cellulari dei Santoleri che tornarono nuovamente accesi solo 3 giorni dopo. Solo una coincidenza? Il secondo mistero ha a che fare con l’auto dell’ex marito della Rapposelli: le telecamere di Pomeriggio 5 hanno ripreso il momento in cui le forze dell’ordine che già avevano esaminato la vettura sono tornati per portarla nuovamente via: come mai? (Aggiornamento di Emanuela Longo)

AUTOPSIA TERMINATA, GIALLO SULLE CAUSE DEL DECESSO

La misteriosa scomparsa di Renata Rapposelli, la pittrice di Ancona della quale si erano perse le tracce dallo scorso 9 ottobre, ha avuto negli ultimi giorni una svolta tristemente determinante. Di questo si parlerà oggi, nel corso della nuova puntata della trasmissione di RaiTre, Chi l’ha visto, condotta da Federica Sciarelli. Ad un mese esatto dalla sua sparizione fu ritrovato nei pressi di Tolentino un corpo corrispondente per diversi aspetti a quello di Renata. I primi esami sul confronto del Dna tra i resti trovati e i campioni di saliva e capelli prelevati dai figli avrebbero confermato l’appartenenza del cadavere alla donna 64enne. Questa mattina ha preso il via presso l’obitorio dell’ospedale di Macerata l’autopsia sui resti ormai in avanzato stato di decomposizione, al fine di stabilire le cause del decesso. Come riporta il quotidiano Il Resto del Carlino l’esame medico-legale si sarebbe concluso alle 13:00 e da allora i due medici legali, insieme ai loro assistenti ed al pm di Macerata, Andrea Laurino, si sono riuniti in una saletta privata per stilare un verbale nel quale sono indicati i principali punti emersi dall’autopsia. Dopo 45 minuti sono tutti usciti dalla saletta ma senza rilasciare alla stampa alcuna dichiarazione. Il solo a parlare è stato il pubblico ministero che ha dichiarato: “Riferirò al procuratore e poi avrete da lui le notizie”.

LE CONDIZIONI DELL’EX MARITO

La speranza è che proprio l’autopsia possa fornire dettagli importanti sulle cause e sul luogo del decesso della donna. Gli esami eseguiti sono stati tutt’altro che semplici dal momento che il corpo sarebbe rimasto per lungo tempo sottoposto alle intemperie e che sarebbe stato martoriato dagli animali selvatici, quindi sarebbe quasi interamente scheletrico ed incompleto. Per l’omicidio e l’occultamento di cadavere di Renata Rapposelli sono stati indagati ed al momento a piede libero, l’ex marito Giuseppe Santoleri e il figlio Simone, entrambi residenti a Giulianova. Proprio da loro la donna si era recata l’ultima volta prima di far perdere le sue tracce. Nella giornata di ieri era atteso il loro primo interrogatorio in qualità di indagati (dopo essere stati già ascoltati come persone informate dei fatti) presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Ancona. Il figlio Simone Santoleri si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre il padre non si è presentato essendo ricoverato da alcuni giorni presso l’ospedale di Atri, dopo aver ingerito alcuni psicofarmaci in quantità eccessiva, probabilmente nel tentativo di togliersi la vita. L’avvocato Angelozzi, raggiunto dall’agenzia di stampa Ansa aveva commentato: “Abbiamo prodotto la documentazione medica, per ottenere un rinvio”. Le condizioni dell’uomo sarebbero comunque in lieve miglioramento.

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