SALVO RIINA/ Il figlio del ‘capo dei capi’ di Cosa Nostra: “Per me sei solo il mio papà”

Salvo Riina, terzo di quattro figli di Totò Riina, il boss di Cosa Nostra morto la scorsa notte a 87 anni. Il suo ultimo commosso messaggio e l’amore per il padre via social.

17.11.2017 - Emanuela Longo
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Salvo Riina

Salvo Riina, figlio del capomafia di Corleone Totò Riina, questa mattina ha lasciato Padova per recarsi dal padre, morto nella notte all’ospedale di Parma, solo dopo aver chiesto ed ottenuto il permesso. Terzo dei quattro figli di Totò e Ninetta Bagarella, Salvo non aveva potuto vederlo quando era in gravi condizioni in quanto vive e lavora nella città veneta in condizione di libertà vigilata, dopo aver finito di scontare una condanna a otto anni con l’accusa di associazione mafiosa. Proprio a Padova, come riporta l’agenzia di stampa Ansa, lavora da tempo presso una cooperativa sociale. Lo scorso 29 marzo il tribunale di sorveglianza di Padova aveva deciso di prolungare la misura di sicurezza della libertà vigilata. Al momento della morte, dunque, non era presente ma in realtà con il pensiero ed il cuore aveva manifestato la sua grande vicinanza al padre, dopo aver appreso dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Proprio il rapporto tra Salvo e Totò era finito nella bufera nell’aprile dello scorso anno per via di un’apparizione del giovane alla trasmissione Porta a Porta, ospite di Bruno Vespa, nel corso della quale aveva presentato il suo libro. Nel corso dell’ospitata Salvo aveva ribadito il suo amore per il padre asserendo di non poterlo giudicare.

GLI AUGURI ED I MESSAGGI DI VICINANZA

Non lo ha potuto vedere prima della morte, né gli ha potuto fare gli auguri di persona nel giorno del suo 87esimo compleanno, ma Salvo Riina, ieri, aveva comunque rivolto al padre il suo pensiero scrivendo sul suo blog un commosso messaggio proprio mentre fonti ospedaliere lo davano ormai in fin di vita. “Non posso tenerti per mano in questo momento papà, ma nel mio cuore sei presente in ogni momento. Non posso vederti, sentire la tua voce, ma se chiudo gli occhi non c’è distanza tra il mio cuore e il tuo, la tua voce ripercorre i miei ricordi di bambino e mi tornano in mente le tue parole”, scriveva Salvo Riina pensando all’uomo detenuto dal 1993. “Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà. E in questo giorno per me triste ma importante ti auguro buon compleanno papà. Ti voglio bene, tuo Salvo”, aveva chiosato. Lo stesso messaggio lo aveva postato sui vari social, da Facebook a Instagram, raggiungendo centinaia di Like e decine di messaggi di vicinanza, inizialmente per gli auguri, poi per le successive condoglianze.



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