Clan di Borgo Vecchio / Mafia, la rivolta dei commercianti: fanno arrestare 17 boss (Le Iene Show)

- Silvana Palazzo

Clan di Borgo Vecchio, mafia: a Le Iene Show la rivolta dei commercianti: fanno arrestare 17 boss ammettendo di pagare il pizzo. Le ultime notizie a pochi giorni dalla morte di Riina

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Clan di Borgo Vecchio, Le Iene Show

Totò Riina è morto, non la mafia siciliana, che resta una delle organizzazioni criminali più potenti al mondo. C’è però chi ha ancora la forza di ribellarsi: di loro si parlerà stasera a Le Iene Show. Alcuni dei commercianti di Palermo che hanno reagito e fatto decimare il clan di Borgo Vecchio sono stati sentiti da Giulio Golia. La chiamano ora “la rivolta dei commercianti di Borgo Vecchio”: è cominciata quando hanno confessato ai carabinieri di pagare il pizzo. “Pagavo da anni la tassa alla mafia”, racconta uno e come lui altri diciassette commercianti convocati in caserma. Di fronte alle dichiarazioni di un pentito e a un libro mastro del racket che era stato ritrovato in un covo, hanno capito che era il momento giusto per liberarsi di quel peso che portavano dentro. La loro collaborazione è una rivoluzione, visto che gli altri si ostinano a negare, preferendo prendersi una denuncia per favoreggiamento alla mafia anziché denunciare. Così dunque è scattato il blitz che ha permesso di mettere le manette a 17 boss.

LE IENE, LA RIVOLUZIONE DEI COMMERCIANTI DI BORGO VECCHIO

“Adesso che succederà? Il quartiere sarà più libero?”, chiedono i commercianti dopo aver fatto finire in manette coloro che stavano soffocando quella parte di Palermo. La mafia però è una “malattia” che sa rinnovarsi, infatti ci sono 60 scarcerati che preoccupano l’antimafia, 60 tra capi e gregari che sono tornati liberi. Uno a dir la verità lo hanno già ucciso alla viglia dell’anniversario della strage Falcone, lanciando un brutto segnale: qualcuno vuole riprendersi quello che considera suo e lo fa sapere così. Qualche mese fa è apparsa una croce in tribunale, sulla porta del giudice che ha processato il clan del Borgo Vecchio. Pochi giorni dopo una lettera anonima è stata inviata alla redazione di Repubblica: “Smettetela di occuparvi del Borgo Vecchio”. La svolta è stata possibile grazie a uno dei rampolli di casa Tantillo, Giuseppe, che ha saltato il fosso ed è diventato un pentito. Lui nascondeva il libro mastro del pizzo gestito dal fratello Mimmo, fino a qualche anno fa il fruttivendolo della Palermo bene. Lui è colui che ha svelato i segreti del clan.



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