Luisa Velluti/ La madre naturale la rifiuta, ma non si arrende: “non ho colpe se sono figlia di uno stupro”

- Silvana Palazzo

Luisa Velluti, la madre naturale la rifiuta, ma lei non si arrende: “Non è colpa mia se sono nata da uno stupro”. Continua a cercare la mamma biologica nonostante la dura lettera ricevuta

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Luisa Velluti (foto da Chi l'ha visto?)

Non smette di sperare Luisa Velluti, nonostante i ripetuti rifiuti. Si era rivolta prima ai giudizi, poi al Gazzettino e alla trasmissione Chi l’ha visto? per ritrovare sua madre. Sembra esserci riuscita, perché la presunta donna che l’ha partorita le ha scritto una lettera, ma contiene parole dure che si aggiungono ad altre più crude. La ricerca della madre biologica si trasforma così per la 29enne della provincia di Belluno nella scoperta di una drammatica verità: è stata frutto di una violenza sessuale. “Se avessi avuto anche una sola buona ragione per volerti vedere avrei risposto agli appelli del tribunale”, è scritto nella lettera. La giovane però spera che si tratti dell’opera di un mitomane, infatti continua a sperare di conoscere la donna che la mise al mondo il 6 marzo del 1988 e che subito dopo l’abbandonò. Luisa non è certa che quanto scritto in questa lettera sia vero, ma in tal caso avrebbe preferito un confronto privato. “Sono stata rifiutata tre volte: la prima quel giorno di marzo di 29 anni fa, la seconda quando quella donna ha deciso di non rispondere al mio appello tramite il tribunale e ora, con questa lettera anonima e fredda”, ha dichiarato al Gazzettino.

LUISA VELLUTI CONTINUA A CERCARE LA MADRE BIOLOGICA

Poche righe su un foglio bianco che hanno provocato in Luisa Velluti un momento di sconforto dal quale però si sta riprendendo dignitosamente. Il sospetto, e la speranza, è che si tratti di uno scherzo di pessimo gusto, ma per ora resta questo chiaro invito a tenere le distanze. “Ma nonostante tutto vorrei vedere la faccia di questa persona e forse anche consolarla per quanto le sarebbe successo”, ha raccontato la 29enne al Gazzettino. Da quando la madre adottiva Lory le spiegò che era cresciuta nel pancione di un’altra mamma, Luisa non ha mai smesso di cercare quella biologica. La trafila della parrucchiera di Falcade è cominciata tra le assistenti sociali di allora, poi le è stata indicata un’ostetrica di Montebelluna, che smentì poi il suo coinvolgimento. L’ultima cosa che desiderava era complicare la vita della donna che l’ha fatta nascere, infatti era pronta a mantenere il segreto sulla sua identità, ben sapendo che potrebbe avere una famiglia. “Non volevo nulla, se non soddisfare la mia voglia di sapere da dove provengo. Ero pronta a tutto, a cominciare da un grazie per avermi messa al mondo”.

IL SOGNO DI INCONTRARLA E AIUTARLA A SUPERARE IL DOLORE

Ogni giorno Luisa Velluti pensa a un possibile incontro con la madre biologica, magari a lavoro. Nonostante quella dura lettera spera un giorno di poterla vedere e le dispiace se ha sofferto per una violenza. “Ma da quel rapporto è nato anche qualcosa di buono, che sono io”, ha dichiarato la 29enne alla Repubblica. Non si arrende, neppure stavolta. Il colpo è stato duro, ma lo ha incassato con dignità. “A me non manca niente, i miei mi hanno dato tutto: amore, sostegno, un lavoro. Però vorrei vedere la donna che mi ha dato la vita”. Quella lettera non le ha fatto passare la voglia di cercare sua madre: è andata oltre quelle parole fredde e dure. “Pensare di essere frutto di una violenza fa male, è un pugno allo stomaco ma ho sempre la speranza che un giorno si presenti qui in negozio e mi dica: Luisa, sono io, eccomi qua”. E se così andasse sarebbe pronta a dirle che non è sola: “Anzi, la aiuterei a superare il dolore. In questi giorni ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà, ma ne mancava uno, quello che desidero di più”.

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