Chi è il Weinstein italiano?/ Registi e produttori sotto accusa: gli ultimi appelli di attrice molestate

- Niccolò Magnani

Chi è il Weinstein italiano? Registi e produttori sotto accusa, le denunce (senza nome) delle attrici molestate. Un regista napoletano e un molto potente in Rai, i casi a Pomeriggio 5

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Chi è il Weinstein italiano? (Twitter)
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Torna ancora il caso di Harvey Weinstein a Pomeriggio 5 che, assieme a Le Iene, sta cavalcando le accuse e le polemiche nate dagli appelli di alcune attrici molestate da un regista italiano molto famoso. Va in realtà subito fatto un distinguo, onde evitare equivoci e confusioni: finora sono stati appurati tre “mister X” che sarebbero colpevoli di molestie e abusi in cambio di posti di lavoro nel cinema/tv in Italia. Il primo è il regista napoletano accusato da Giorgia Ferrero di averle chiesto foto hot e favori sessuali in cambio di un posto di rilievo in un film: come lei anche Claudia Letizia, entrambe già ospiti di Barbara D’Urso tre giorni fa a Pomeriggio 5, è stata toccata, palpeggiata e molestata dal regista napoletano prima di rifiutare il tutto (e dunque non ottenendo la parte da attrice promessa). C’è però un secondo “Weinstein italiano”, come denunciato durante le ultime puntate de Le Iene Show: si tratterebbe di un regista romano (forse uno personaggio di rilievo anche in Rai), di circa 40 anni, molto potente che avrebbe molestato molte attrici, collaboratrici e stagiste. Solo alcune hanno denunciato in questi giorni, senza però fare nomi vista la caratura del personaggio e fino a prove inconfutabili ulteriori in mano alle stesse attrici. Una showgirl, che non si fa vedere in volto, fa riferimento ad un regista romano storico in Rai, molto potente: «Una volta mi ha invitato in ufficio per parlare di lavoro e ha provato a baciarmi, ma mi sono sottratta. Non è stato l’unico episodio. Una volta in ascensore, si è avvicinato e mi ha approcciato con un bacio. Mi ha detto che non sapevo come funzionano le cose nel mondo e che avrei potuto approfittare molto di più del fatto che io gli piacevo. Anche perché poi quella scelta ha cambiato in maniera negativa la mia vita e la mia carriera».

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IL PRODUTTORE, “OFFRO PARTE A HOLLYWOOD A CHI DENUNCIA IL REGISTA”

Ci sarebbe poi anche un terzo presunto Weinstein italiano, sarebbe quello denunciato da Tea Falco, la bella attrice che ha interpretato Bibi Mainaghi nella fortunata serie Sky “1992” e “1993” su Tangentopoli: in questo caso sarebbe un “noto regista di serie Tv in prima serata” che ha avuto la “bella pensata” di metterle le mani nei pantaloni e di toccarla in varie parti del corpo durante un provino quando lei aveva 21 anni: «Ero ingenua, non avevo nemmeno pensato che potesse succedere», ha spiegato Tea Falco alle Iene. Dunque fino ad ora sono tre i presunti registi/produttori che si sarebbero comportati esattamente come Harvey Weinstein ma nel nostro Paese. Intanto fa discutere una proposta “stravagante” data da un noto produttore italiano che lavora a Hollywood: si chiama Oscar Generale, vive a Los Angeles e in un post su Facebook propone «Offro una parte in un film internazionale a Hollywood all’attrice che avrà il coraggio di denunciare in video il nome del potente regista italiano», facendo seguito ad un simile appello lanciato da Simona Ventura in questi giorni, «nome fuori subito!». Al Corriere della Sera, Generale spiega «Voglio dare l’esempio. Ogni giorno mi contatta tanta gente per avere consigli. In Italia lavorano sempre i soliti registi e attori e per i film vengono assegnati finanziamenti statali. Finiamola con il far lavorare sempre i soliti personaggi». A chi gli chiede se questo non sia un’altra forma di “ricatto”, il produttore replica immediato «Nessuna forma di ricatto — dice il produttore al Corriere—. Si presume che quelle persone che hanno paura facciano le attrici o gli attori. Offro una parte in base alla loro preparazione, non posso certo dare un ruolo da protagonista a un incapace e metterlo accanto ad un attore famoso di Hollywood. Faccio sul serio, documenterò tutto e quell’attrice e quell’attore avranno tutto il tempo di prepararsi. Anzi, se hanno timore di parlare e non hanno le possibilità economiche per un avvocato, metto a disposizione il mio, Stefano Pinca, dello studio Dapino-Pinca».

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