DA VEGETALE A CONCORRENTE DI BALLANDO CON LE STELLE/ Victoria Arlen guarita grazie alla preghiera e a Dio

- Emanuela Longo

Da vegetale a concorrente di Ballando con le Stelle: la storia di Victoria Arlen, guarita grazie alla fede in Dio ed alle ininterrotte preghiere. Un calvario e la rinascita.

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Victoria Arlen (foto Instagram)
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Può il potere della fede in Gesù e della preghiera cambiare la vita di una persona in modo radicale? La risposta affermativa a questa domanda arriva da Victoria Arlen, una giovane che ha vissuto per quattro anni in uno stato “vegetativo” e che credeva ormai di aver messo la parola fine alla sua vita, nel vero senso del termine. Proprio a causa delle sue condizioni di salute le era stata addirittura proposta l’eutanasia ma oggi Victoria è viva ed il suo recupero è quasi totale, tanto da aver dato una svolta radicale alla sua esistenza proprio grazie a Dio, al quale lei e la sua famiglia attribuiscono il suo recupero. Dallo stato vegetativo in cui si trovava a concorrente dello show tv Dancing whit the Stars, il programma della ABC noto in Italia come Ballando con le Stelle. La storia di Arlen, oggi raccontata da InfoCatolica.com, inizia quando all’età di 11 anni emersero i primi campanelli d’allarme con insolite infiammazioni al cervello ed al midollo spinale anche se i medici non riuscirono a decifrare subito quale fosse il suo problema. Poco alla volta e senza una cura, la ragazzina iniziò prima a perdere l’uso delle gambe, poi anche di mani e braccia fino a non riuscire neanche più a deglutire e ad esprimere a parole i suoi pensieri, arrivando dunque a vivere in un totale stato vegetativo. Il suo corpo, quindi, rimase completamente bloccato e la stessa Victoria racconta come fosse però in grado di sentire di continuo i medici mentre ripetevano ai suoi genitori che sarebbe stato molto improbabile sopravvivere e che se ciò fosse accaduto sarebbe comunque rimasta un vegetale per il resto della sua vita.

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IL LUNGO CALVARIO: DALL’EPIFANIA AL RECUPERO

A non abbandonare mai Victoria Arlen e la sua famiglia, fortemente cristiana, fu proprio la fede in Gesù Cristo, presenza costante nelle loro vite nonostante il grande dolore. Proprio quella fede immensa è riuscita a portare la giovane da uno stato vegetativo alla pista da ballo di un programma tv. Dio per due anni è stata la sola persona con la quale Victoria ha potuto comunicare, non potendolo fare con le persone a lei care e che l’hanno sostenuta nel corso del suo incredibile calvario. Proprio quando ormai la giovane era arrivata al punto di gettare la spugna, affermò di aver avuto un’epifania, ovvero una manifestazione di Dio: “Ho fatto una promessa a Dio. Se mi date questa seconda opportunità nella vita, prometto che non perderò un momento”, rivelò più tardi la ragazza. A contribuire, secondo la madre di Victoria, alla guarigione dell’amata figlia furono anche le ininterrotte preghiere di don John Bashobora. Poco alla volta ebbe inizio il suo recupero, restando paralizzata dalla vita in giù ed intraprendendo, grazie al supporto della famiglia, un lavoro che le permettesse di recuperare l’uso delle gambe senza mai perdere la speranza di poter abbandonare la sedia a rotelle sulla quale era costretta. Grazie ad un ampio lavoro di riabilitazione, anche le sue gambe si “risvegliarono” e sebbene il lavoro sia ancora lungo, Victoria ha deciso di accettare il ruolo di concorrente al Ballando con le Stelle in versione americana.

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“PIENA FIDUCIA NEL PIANO DI DIO”

La fede in Dio è stata certamente la salvezza della giovane Arlen che tramite i social ha spesso parlato della sua condizione e del suo passato commentando: “Ho fiducia nel piano di Dio e ho creduto in qualcosa di più grande e sono grata di essere qui oggi, condividendo la mia storia”. A partire dal 2012, anno in cui la giovane ha iniziato il percorso di recupero, ha voluto anche condividere sui suoi canali social l’esperienza vissuta sperando di poter essere un esempio per chi, come lei in passato, sta vivendo problemi fisici. Su Instagram ha spesso asserito come il suo desiderio sia quello di essere un esempio e non un predicatore. Secondo la giovane e sua madre, quello che le è accaduto ha una ragione divina ben espressa. Grazie al suo racconto ma anche al libro scritto lo scorso aprile, Arlen spera di poter trasmettere la forza che lei ha avuto in Dio e influenzare con questo suo messaggio il mondo intero. Il suo obiettivo primario? Portare il prossimo “a trovare la luce e l’amore di Dio, dare fiducia e speranza e rendersi conto che tutto non è perduto”.

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