Terza Guerra Mondiale/ Corea del Nord, lo spazio per accordi diplomatici è ancora possibile?

- Silvana Palazzo

Terza Guerra Mondiale: le ultime notizie di oggi, 3 novembre 2017, e gli aggiornamenti. Corea del Nord, le accuse di Seul su nuovi test nucleari e su epurazioni di massa 

kim_jongun_nordcorea_4_lapresse_2016
Kim Jong-un, leader della Nord Corea (LaPresse)
Pubblicità

La difficoltà in questi mesi e in queste prossime settimane è quella di capire se vi siano o no degli argini allo scoppio della terza guerra mondiale: è molto semplice eppure assai complesso provare a capire se tra Corea del Nord, Cina, Usa, Sud Corea e Giappone vi possa essere un reale accordo diplomatico che possa reggere in maniera stabile. Ne ha parlato un’analista di Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) sul sito online dell’ente: «Nonostante le minacce ripetute di distruggere Pyongyang con “fuoco e furia”, la strada della diplomazia sembra al momento la più praticabile, o quanto meno la più consigliabile per evitare l’escalation. Se non esiste al momento una soluzione semplice che possa portare alla denuclearizzazione, è però possibile negoziare un congelamento – che potrebbe in futuro evolvere in uno smantellamento – del programma nucleare nordcoreano», spiega Annalisa Perteghella su Ispi Online. Di certo il viaggio di Trump dovrà porre alcune basi importanti, specie con Corea del Sud, Giappone, Cina, a cui dovranno poi aggiungersi la Russia e la stessa Corea del Nord se si vorrà effettivamente portare una novità all’ipotetico tavolo delle trattative nei prossimi mesi. «Lo scopo di tale accordo dovrebbe essere duplice. In primo luogo, rassicurare tutti gli attori, soprattutto Pechino, circa il fatto che unirsi a Washington nel fare pressione su Pyongyang non evolverà in un cambiamento degli equilibri regionali che possa andare a detrimento degli interessi delle parti in causa. In secondo luogo, far comprendere a Pyongyang che non può più contare sulle divergenze interne al fronte dei propri partner negoziali per continuare la sua politica di sviluppo parallelo economico e nucleare», spiega ancora l’Ispi, con la speranza che effettivamente si possa arrivare una conclusione del genere. (agg. di Niccolò Magnani)

Pubblicità

NUOVO COLLOQUIO TRUMP-PUTIN?

Il viaggio in Asia di Donald Trump prosegue e non è prevista alcuna tappa in Russia, ma questo potrebbe non impedire un possibile nuovo colloquio importante con Putin sulla crisi mondiale in corso con la Corea del Nord. Lo spiega l’economista Romeo Orlandi a Radio Vaticana, vicepresidente dell’associazione Italia-Asean: al summit in Vietnam ci sarà anche Putin e il capo della Casa Bianca potrebbe incontrarlo di nuovo, come da lui anticipato in queste ore. Secondo l’economista infatti, «È giusto che si parlino Trump e Putin soprattutto nella prospettiva di una soluzione alla crisi nordcoreana. La Russia ha rapporti cordiali con Pyongyang ed ha anche un confine, dove – spiega sempre Orlandi a Radio Vaticana – passa una ferrovia, che impedisce alla Cina di avere uno sbocco sul Pacifico e potrebbe costituire una via di fuga pure per l’amministrazione della Corea del Nord». (agg. di Niccolò Magnani)

Pubblicità

PROVA DI FORZA DI TRUMP?

Due bombardieri strategici Usa hanno condotto ieri esercitazioni sulla Corea del Sud: la notizia, anticipata dall’agenzia di stampa nordcoreana Kcna, è stata confermata dalla Us Air Force attraverso la portavoce Victoria Hight. «La realtà mostra chiaramente che gli imperialisti Usa, stile gangster, sono quelli che stanno aggravando la situazione nella penisola coreana cercando di innescare una guerra nucleare», il commento di Kcna, secondo cui nelle esercitazioni erano coinvolti anche aerei da combattimento giapponesi e sudcoreani. Tutto ciò alla vigili dell’arrivo di Donald Trump in Asia, per la sua prima visita da presidente degli Stati Uniti in Giappone, Corea del Sud, Vietnam e Filippine. Il consigliere per la Sicurezza Nazionale, H.R. McMaster, ha spiegato che l’obiettivo di Trump è accrescere il supporto internazionale per fermare il programma atomico di Pyongyang. «Il presidente è consapevole del fatto che il tempo sta per scadere», ha dichiarato McMaster. Le ultime esercitazioni rappresentano in tal senso una prova di forza. (agg. di Silvana Palazzo)

SEUL, “NORD COREA HA RIPRESO LE EPURAZIONI DI MASSA”

Un altro allarme che arriva da Seul per il clima di forte angoscia pre-guerra mondiale, riguarda le possibili epurazioni che il regime nordcoreano avrebbe ricominciato ad attuare in queste ultime settimane. L’intelligence della Sud Corea si dice certo: «sono ricominciate le epurazioni per reprimere quel dissenso (minimo ancora rimasto a Pyongyang, ndr) dei funzionari sleali verso il leader Kim Jong-un», si legge nei report che arrivano da Seul durante l’ultima audizione parlamentare. «Il presidente Kim ha di recente rafforzato il monitoraggio dei suoi funzionari senior e ripreso le epurazioni e le esecuzioni su cui si era astenuto per un certo periodo di tempo», hanno aggiunto ancora i servizi segreti sudcoreani dopo uno studio durato due mesi in cui si è osservato un pericoloso e inquietante innalzamento delle minacce, proprio come se stessimo per entrare in una più dura escalation militare e politica. Il viaggio del presidente Trump in Asia potrebbe essere decisivo per capire le prossime mosse di Kim; l’ipotesi di un dialogo si assottiglia sempre di più e i tempi si stringono, con prossime nuove minacce missilistiche che possono essere dietro l’angolo, anche se di fatto è da inizio settembre che non si assiste a provocazioni “fisiche” del regime di Pyongyang. (agg. di Niccolò Magnani)

“NUOVI TEST NUCLEARI DI KIM”

Ci risiamo. Ancora una volta il folle dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un viene accusato di continuare a perpetrare, nonostante tutti i divieti, i propri test nucleari in maniera del tutto indisturbata. A denunciarlo sono state le autorità d’intelligence sudcoreane di Seul che hanno reso note tutte le loro ansie e preoccupazioni con una nota. Come riporta il sito internet de Il Messaggero ‘il regime dittatoriale di Kim Jong-un ha continuato a svolgere i lanci dei missili e i test nucleari con testate miniaturizzate e diversificate.’ La tensione, con la visita di Donald J. Trump nei territori confinanti, è inevitabile che salga alle stelle; il dittatore coreano però sembra non avvedersene e continua diritto per la sua strada. La stessa nota di Seul afferma che il famigerato ‘tunnel 3 di Punggye-ri potrebbe esplodere da un momento all’altro’. L’avvertimento di Seul, comunque, probabilmente cadrà ne vuoto, così come sono cadute nel vuoto le varie sanzioni che l’Onu ha inflitto alla Corea del Nord. Kim Jong-un scherza col fuoco: il rischio della terza guerra mondiale è sempre più tangibile. (agg. Francesco Agostini)

COLLISIONE SFIORATA

Incidente mortale sfiorato tra aerei russi e americani. Tutto è avvenuto proprio mentre il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump si trovava in Giappone per dare inizio al suo lungo tour che lo porterà in Corea del Sud, Vietnam, Cina e Filippine. La collisione sfiorata è avvenuta in una zona ad altissimo rischio come quella del Mar del Giappone, dove la vicina Corea del Nord del folle dittatore Kim Jong-un è solita compiere le sue ricognizioni. Due bombardieri strategici russi, dei Tu-95 Bear, sono stati prontamente allontanati da dei jet americani, visto che questi stavano volando troppo vicini alla flotta U.S.A.. Gli aerei russi erano arrivati a una distanza di 130 chilometri ed erano stati considerati potenzialmente pericolosi. Nel Pacifico orientale gli Stati Uniti d’America hanno schierato tutta la loro potenza mettendo in campo addirittura tre portaerei: la Theodore Roosevelt, la Reagan e la Nimitz, tutt’e tre dalla straordinaria potenza di fuoco. Stiamo parlando, nello specifico, di sottomarini, cacciatorpedinieri e incrociatori, tutti presenti nel Pacifico. (agg. Francesco Agostini)

TENTATO OMICIDIO

Terza guerra mondiale. Resta testa la situazione nel continente asiatico, in particolare tra Corea del Nord e Cina. Stando a quanto riportato dal giornale sudcoreano JoongAng Ilbo, diversi agenti nordcoreani sarebbero stati inviati a Pechino per uccidere il nipote di Kim Jong-un. Due agenti di Pyongyang, su un totale di sette, sarebbero stati arrestati dalla polizia cinese per un presunto complotto teso a uccidere Kim Han Sol, figlio di quel Kim Jong Nam che fu assassinato in Malesia all’inizio di quest’anno. Il motivo del tentato omicidio potrebbe essere legato alla volontà di Kim Jong-un di eliminare qualsiasi pretendente al “trono”, che da tre generazioni si tramanda per linea di sangue. Il ministero degli Esteri cinese non si è pronunciato, ma grazie a speciali misure di sicurezza introdotte in occasione del 19° Congresso del Partito comunista di Pechino sarebbe stata scoperta la trama. Se la notizia del tentato omicidio di Kim Han Sol fosse vera, per la Cina sarebbe l’ennesima provocazione di un teorico alleato.

GELO TRA CINA E NORD COREA, USA E RUSSIA AI FERRI CORTI

Il gelo crescente tra Cina e Corea del Nord starebbe spingendo il regime di Kim Jong-un verso la Russia. L’ipotesi è stata avanzata dall’Associated Press, che ha citato due recenti viaggi di Choe Son Hi, direttore generale dell’ufficio nordamericano al ministero degli Esteri della Corea del Nord, a Mosca. L’avvicinamento di Pyongyang alla Russia ovviamente crea grande imbarazzo negli Stati Uniti: a Mosca viene riconosciuto il ruolo di intermediario nella crisi, ma i dossier russo e nordcoreano giacciono accanto, suscitando interrogativi e preoccupazioni. Da un lato ci sono gli insulti tra Donald Trump e Kim Jong-un, dall’altro ci sono le minacce del Dipartimento di Stato, intenzionato a compilare una lista nera di Paesi che fanno affari con decine di imprese russe. Tutto ciò mentre proseguono le indagini sulle presunte interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali dell’anno scorso. Washington guarda alla Russia come partner per isolare la Corea del Nord, ma al tempo stesso è ai ferri corti con la stessa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori