Bimbo tolto ai genitori/ Per troppa playstation: affidato a una comunità dal Tribunale dei minori

Il tribunale dei minori di Brescia ha sentenziato che un bambino che gioca troppo alla Playstation dovrà essere tolto ai genitori e affidato a una comunità, ecco di cosa si tratta

20.11.2017 - Paolo Vites
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Bambino di 10 anni non va in bagno per non staccarsi dai videogiochi - Pixabay

Se tutti i bambini che giocano troppo con la playstation (comunque meglio che passare le giornate sui social network o a chattare) dovessero essere tolti alla famiglia e messi in comunità d’accoglienza, probabilmente nelle case italiane ne rimarrebbero ben pochi. Certo, c’è caso e caso e ci sono sicuramente situazioni di pericolo dove si diventa dipendenti con gravi conseguenze. Ma siamo sicuri che quella di questo bambino di Crema fosse tale? Il tribunale di Brescia, dopo segnalazione degli assistenti sociali, ha infatti sentenziato che questo ragazzino dovrà essere trasferito in una casa comunità e quindi sottratto alla famiglia perché gioca troppo con la Playstation e non studia. Ovviamente, saputo della sentenza e dell’avviso del tribunale che i carabinieri si sarebbero presentati a prelevarlo, il ragazzo è caduto nel terrore: ha restituito la Playstation alla madre, non la tocca più e ha ripreso a frequentare regolarmente gli studi. Ma i servizi sociali non demordono: nei giorni scorsi hanno portato i genitori a vistare la comunità e ribadito che se opporranno resistenza saranno i carabinieri a portarcelo.

Risultato? Il bambino non va più a scuola perché teme che si presentino i carabinieri a prelevarlo. A il quotidiano Il Giorno in una intervista la madre ha spiegato che effettivamente il bambino ha sviluppato una sorta di dipendenza ma che quando ha chiesto aiuto agli assistenti sociali nessuno se n’è fatto carico. Questo perché esisteva un precedente: anche la figlia allora 15enne venne portata per un mese in una comunità di accoglienza; spiega la madre, senza specificare di cosa si trattasse, che lei stava male. I nonni si erano detti pronti a ospitarla, ma gli assistenti sociali l’hanno ignorata. Dopo un mese la ragazza è fuggita ed è tornata a casa ma nessuno è venuta a riprenderla perché il giudice, saputo che era stata ignorata la richiesta dei nonni, si è infuriato con gli assistenti. Anche nel caso del figlio, la donna ha dichiarato che nessuno si è recato a controllare se qualcosa era cambiato dopo la consegna della Playstation. E che anche questa volta la richiesta dei nonni ad ospitarlo è stata ignorata.



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