VALLE DEL SACCO/ Video, la “Valle dei Veleni” tra Roma e Frosinone: boom di tumori

- Emanuela Longo

Valle del Sacco, la cosiddetta Valle dei Veleni tra Roma e Frosinone in cui si registra un numero sempre più elevato di persone ammalate di tumore a causa della contaminazione.

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Valle del Sacco

La trasmissione Le Iene Show, nella puntata di ieri è tornata ad occuparsi di rifiuti tossici con un reportage realizzato da Nadia Toffa davvero inquietante. Se fino ad oggi si era spesso sentito parlare della “Terra dei Fuochi” o degli effetti a Taranto causati dall’Ilva, esiste un’altra zona d’Italia fino a poco fa sconosciuta e che a causa di anni di contaminazione e incuria è stata trasformata in una vera e propria “Valle dei Veleni”. Ci troviamo nella Valle del Sacco, al Sud del Lazio, un’area tra le province di Roma e Frosinone, apparentemente incontaminata. È lo stesso ministro Lorenzin a confermare l’assenza di un’emergenza ambientale, eppure quanto documentato dalla trasmissione di Italia 1 sarebbe davvero allarmante. Nelle zone in oggetto, la contaminazione di Betaesaclorocicloesano è stata scoperta nel 2015 e trattandosi di una sostanza altamente tossica, è stato necessario procedere con l’abbattimento di centinaia di mucche, con il divieto di coltivazione nei campi vicini al fiume. A risultare però contaminato, sarebbe stato anche il 50% di persone su un campione di 1000 abitanti del posto, come rivelato da un’esperta del team Medici per l’ambiente Valle del Sacco. “Sicuramente è contaminata la catena alimentare”, hanno spiegato all’inviata, ma anche lo stesso latte umano.

TUMORI INFANTILI IN AUMENTO

Epicentro della contaminazione della Valle del Sacco è Colleferro, dove c’era un’azienda che produceva pesticidi che avrebbero contaminato il fiume, la cui acqua veniva utilizzata dai contadini della valle per irrigare i campi e dare da bere alle bestie. Il fiume Sacco per anni ha trasportato questi elementi chimici altamente dannosi e tossici in tutti i comuni della zona. Le sostanze tossiche sono arrivate in seguito al sotterramento di fusti tossici, derivanti dagli scarti di produzione. E su quelle colline tossiche, alcuni pastori hanno pascolato il proprio bestiame per anni producendo latte, formaggi e carne da mangiare, tutto cibo contaminato. La prima diretta conseguenza sulla salute degli abitanti del posto, è stato un aumento dei tumori. Come spiega la dottoressa Volponi intervistata dalla iena, ci sarebbe un ulteriore studio che andrebbe a dimostrare come la cellula tumorale di chi ha il Betaesaclorocicloesano risponde meno ai chemioterapici ed abbia un carattere più aggressivo. Sono numerosi gli abitanti della Valle del Sacco ammalati di tumore, intervistati dalla Toffa. “Siamo in una situazione di drammaticità ma noi non siamo stati degni e degnati di attenzione”, ha tuonato un’altra dottoressa. Non è un caso se l’Istituto Superiore di Sanità per molto tempo non abbia inserito la zona tra quelle pericolose per la salute dell’uomo ed in attesa di bonifica. Il maggior numero di tumori è quello che si è registrato negli anni nel comune di Anagni, dove ad essere colpiti sono stati soprattutto i più piccoli: “C’è un eccesso di tumori all’encefalo da 0 a 14 anni del 280% rispetto alla media”, ha spiegato la dottoressa Volponi. A far preoccupare però, è che la contaminazione intercettata purtroppo sembra persistere ad oggi, nonostante i cartelli indichino la presenza di aree interdette alla coltivazione ed ai pascoli. Ovviamente i prodotti di questa terra finiscono inevitabilmente sulle tavole di tutti gli italiani a testimonianza di come il problema sia non solo esistente ma anche molto grave.

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