AMBRA BATTILANA GUTIERREZ/ Dal “bunga bunga” a Weinstein: “mi pagò per stare zitta, ma ora voglio un processo”

- Francesco Agostini

Ambra Battilana Gutierrez, la modella italo-filippina svela l’ennesima molestia di Harvey Weinstein e il successivo accordo di riservatezza propostole.

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Ambra Battilana Gutierrez (Instagram)

Lo scandalo delle molestie sessuali si sta espandendo a macchia d’olio ma il nome di Harvey Weinstein è quello che sicuramente ha maggiore cassa di risonanza sui quotidiani di tutto il mondo. La lista delle donne (attrici, modelle e chi più ne ha più ne metta) si allunga di giorno in giorno, in un inquietante elenco che a questo punto smbra non avere fine. L’ultima in ordine cronologico è stata la modella italiana Ambra Battilana, oggi Ambra Battilana Gutierrez visto che ha cambiato nome. La modella italiana ha raccontato di come era stata molestata dal produttore hollywoodiano due anni fa, nel 2015, quando si trovava a New York. E’ la stessa modella italiana a raccontare il fatto sul quotidiano La Stampa: ‘Weinstein disse che voleva vedermi da sola nel suo ufficio e io venni da lui con il mio book fotografico. Non appena entrai cominciò a palparmi il seno e a toccarmi sotto la gonna. Scappai immediatamente da lui senza pensarci su due volte.’ L’approccio di Weinstein è dunque sempre lo stesso con tutte le donne: aggressivo, volgare e brutale. Ma il produttore sapeva anche come tutelarsi per il suo ‘vizietto’.

I MICROFONI NASCOSTI

Continua la modella Ambra Battilana Gutierrez: ‘Mi recai immediatamente dalla polizia e loro mi dissero di tornare da Weinstein con tutta una serie di microfoni addosso, per incastrarlo. Ci provai ma, alla fine, non ce la feci: non me la sentii proprio di entrare da sola con lui in una stanza da letto.’ Quello che seguì fu un qualcosa di molto usato nel mondo statunitense: un accordo di riservatezza. Alla modella fu proposto un contratto ben pagato (stiamo parlando di un milione di dollari) per non far trapelare nulla delle molestie perpetrate da Harvey Weinstein nei suoi confronti. Che, pur con qualche esitazione, firma. A malincuore, ma firma l’accordo. Continua la Battilana Gutierrez: ‘Sì, firmai quell’accordo, ma bisogna considerare alcuni fattori. Avevo solo 22 anni, ero spaventata e non mi era mai capitato nulla del genere. Mi misero davanti sedici pagine complicatissime, il mio inglese all’epoca era pessimo. Decisi di firmare.’ In seguito Harvey Weinstein volle accertarsi che ogni traccia audio era stata completamente rimossa. Per Ambra Battilana Gutierrez il pericolo era scampato ma la sua carriera era inevitabilmente segnata, almeno nel dorato mondo degli Stati Uniti D’America.

IL ‘BUNGA BUNGA’

Nonostante la giovane età, la modella piemontese aveva vissuto un’altra brutta esperienza. Nel 2010 aveva vinto il concorso di bellezza per Miss Piemonte ed era stata notata dallo staff di Emilio Fede. L’allora direttore del TG 4 la voleva ssieme a Chiara Danese (terza classificata) come ‘meteorine’ delle previsioni per il telegioranale di Mediaset e la portò immediatamente in una delle feste incriminate di Silvio Berlusconi ad Arcore. Racconta la Battilana Gutierrez: ‘Mi stavano invitando ad una festa di Silvio Berlusconi e semplicemente non riuscivo a crederci. Poi però quando ci siamo rese conto di quello che stava per capitare siamo scappate a gambe levate. Naturalmente né io né Chiara ottenemmo il posto da meteorine.’ Ironia della sorte, però, la modella piemontese viene dipinta dai giornali in tutt’altro modo e il suo nome finisce nelle carte del processo Ruby: ‘I giornali mi dipingevano come una escort, hanno detto un sacco di falsità sul mio conto. Siamo state le uniche a raccontare tutto e questo è stato il ringraziamento.’ Per la cronaca, in seguito al caso Weinstein la modella fuggì nelle Filippine (il paese della mamma) per ricostruirsi una cariera che, tuttora, è ancora in costruzione.



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