IL TESORO DELLO ZAR/ Documenti segreti del Kgb: ecco dove Nicola II nascose 50 milioni di euro

- Paolo Vites

Forse finalmente cento anni dopo sarà possibile recuperare il tesoro nascosto nei giorni della rivoluzione russa dallo zar Nicola II, lo rivelano documenti del Kgb

zar-nicola
Lo zar Nicola II e la famiglia imperiale

In quei giorni concitati successivi alla rivoluzione bolscevica del 1917, quando la secolare monarchia degli zar venne rovesciata, successe di tutto. Lo stesso zar Nicola II e la sua famiglia, compresi i figli, furono trucidati un anno dopo nei boschi lasciando marcire i cadaveri a lungo. Erano i giorni che “sconvolsero il mondo” come dissero gli storici, in cui un nuovo terribile potere assolutista e sanguinario si sostituiva a un altro in modo ancora peggiore. Una beffa però lo zar riuscì a giocarla a chi lo aveva eliminato dal gioco: nascondere un tesoro del valore di quasi 50 milioni di euro, tesoro che da cento anni si è cercato inutilmente. Era il patrimonio personale della famiglia reale, tra gemme, oro e preziosi vari, nascosti forse nella speranza un giorno di poterli recuperare, anche se la morte della famiglia reale rese inutile tale desiderio. Adesso il segreto potrebbe essere svelato. Documenti del Kgb tenuti segreti fino a oggi sono stati resi pubblici, e tra questi spunta la testimonianza di un soldato che afferma di aver sepolto 26 contenitori pieni di oro nei pressi della ferrovia Trans Siberiana a oltre 2mila chilometri di distanza da Mosca.

Il nome del militare è Karl Purrok che confessa  di aver seppellito a circa dieci metri di profondità insieme a un commilitone, a circa tre chilometri di distanza dalla stazione del paese di Taiga, il tesoro per nasconderlo all’Armata Rossa nell’ottobre del 1919 durante la guerra civile che fece seguito alla rivoluzione. “I carri del treno erano pieni di oro” si legge nel documento. Il soldato, fatto prigioniero dai bolscevichi, tornò un anno dopo sul posto per prendere il tesoro, ma non riuscì più a trovare il luogo esatto. E neppure i soldati dell’Armata rossa riuscirono a individuarlo. Secondo quanto dicono gli esperti, in quelle casse erano contenute le corone reali appartenenti alle quattro figlie e all’imperatrice Alessandra uccise dai comunisti, insieme a gioielleria di inestimabile valore. In altre due casse che si pensa siano state nascoste a Tobolsk e a Omsk, erano contenuti oggetti preziosi appartenenti all’erede reale, il principe Alexei, ucciso a soli 13 anni con il resto della famiglia. Adesso questi nuovi documenti rappresentano l’identificazione più realista possibile mai avuta a disposizione in questi cento anni per riportare alla luce il prezioso tesoro. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori