ABUSI IN VATICANO/ Molestie sui chierichetti del Papa: Card. Comastri, “feci partire due indagini”

- Niccolò Magnani

Abusi in Vaticano, le presunte molestie sui chierichetti del Papa. Cardinal Angelo Comastri, “feci partire due indagini”, mentre il Vescovo di Como, “si farà piena luce su tutto”

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Il caso dei chierichetti abusati in Vaticano, secondo le accuse emerse dopo il servizio delle Iene Show sul Preseminario San Pio X, sbarca anche a Pomeriggio 5 dove già nel recente passato si è parlato di scandali (o presunti tali) all’interno della Chiesa. Le ultime novità sul caso (che riassumiamo con video del servizio in questo nostro articolo, ndr) dei presunti abusi arrivano dopo l’intervista del Cardinal Angelo Comastri, l’arciprete di San Pietro e stretto collaboratore di Papa Francesco: negli scorsi giorni è stato vittima di un’accusa alquanto grave, da condividere con l’allora vescovo di Como Mons. Diego Coletti, di aver “insabbiato” la vicenda dei chierichetti abusati e del trasferimento del presunto giovane sacerdote molestatore nella Diocesi di Como. Le accuse partono da Don Andrea Stabellini (giudice del tribunale ecclesiastico e vicario giudiziale) intervistato dalle Iene, ma Comastri respinge tutto: «Non solo non ho insabbiato nulla ma ho ordinato ben tre indagini, raccomandando il massimo rigore nel compierle, dopo che avevo ricevuto una segnalazione anonima secondo cui al Preseminario San Pio X accadevano cose brutte», spiega il vicario del Papa in una dichiarazione all’Ansa. Non solo, ieri in un’altra intervista al Messaggero, il cardinale è ritornato sul caso del Preseminario Pio X, spiegando come «a me risulta che non ci siano stati abusi. “Feci fare due indagini immediatamente dopo aver ricevuto le lettere anonime. E non ho mai saputo di ragazzi molestati», assicura l’arciprete di San Pietro ai taccuini del Messaggero romano.

VESCOVO DI COMO, “SI FARÀ PIENA LUCE”

Il Card. Comastri assicura che anche il Vescovo di Como Coletti si era attivato subito per verificare le accuse gravi, «Ma ascoltati i due sacerdoti che guidavano l’istituzione ritenne di poter escludere qualsiasi fumus riconducibile a comportamenti illeciti in quanto entrambi sotto giuramento riferirono di non avere mai sentito di disagi o situazioni morbose». In una nota pubblicata oggi a tutta la Diocesi di Como, l’attuale Vescovo Mons.Oscar Cantoni prova a fare il punto dell’intricata vicenda: «Riguardo alle ultime informazioni che stanno circolando in merito alla vicenda dell’ex allievo del Preseminario “San Pio X”, ordinato sacerdote in Diocesi di Como, si precisa quanto segue. I presunti fatti denunciati a mezzo lettera nel 2013, in seguito agli accertamenti conclusi nel 2014 da parte di tutte le competenti sedi ecclesiastiche, erano stati ritenuti infondati e tutte le valutazioni sulla personalità del seminarista erano risultate positive. Tra la documentazione prodotta non risultava alcun parere negativo da parte delle persone a conoscenza della vicenda. Per questa ragione S.E. monsignor Oscar Cantoni, nominato Vescovo di Como il 4 ottobre 2016, ha ordinato presbitero il giovane, non ravvisando in quel momento alcun elemento ostativo». E poi conclude la nota, sempre sulla vicenda del Preseminario, «Solo recentemente sono stati portati all’attenzione della Diocesi di Como nuovi elementi che sono stati oggetto di disamina durante la scorsa settimana. Auspicando da parte di tutti i soggetti coinvolti in questa triste vicenda la piena collaborazione e la prudenza di non emettere giudizi affrettati prima di una sentenza definitiva, unitamente alla Santa Sede, si confida di poter fare finalmente piena luce su quanto effettivamente accaduto, con la massima determinazione, senza alcuna reticenza».



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