Dal terrorismo all’aiuto agli stranieri/ La nuova vita dell’ex membro dell’IRA Michael Phillips

Dal terrorismo all’aiuto agli stranieri: la storia dell’ex membro dell’IRA Michael Phillips, oggi a capo di una associazione per stranieri in quel di Bologna

bologna_pixabay
Bologna, uccide la madre e ringrazia i poliziotti (foto da Pixabay)

Quella di Michael Phillips è una storia tutt’altro che consueta. Da terrorista dell’IRA (Irish Republican Army) ad una associazione che aiuta gli stranieri: una evoluzione naturale al termine di lungo percorso. Rinchiuso in carcere per un anno e mezzo, l’originario di Belfast il prossimo 17 dicembre 2017 compirà venti anni di libertà, venti anni in cui ha girato il mondo fino a Bologna, dove ha deciso di mettere case e di integrarsi con il popolo italiano. Michael Phillips ha creato l’associazione One World, che lavora per l’integrazione degli stranieri e alla quale hanno aderito già una cinquantina di nuovi bolognesi, come sottolinea il Corriere della Sera. Arrestato nel 1996 all’aeroporto di Gatwick, è stato accusato di fare parte di un commando del gruppo terroristico nordirlandese al lavoro per preparare un attentato con delle bombe a Londra. Un arresto giunto in un periodo particolare della sua vita: il giorno prima Phillips si era infatti laureato in Ingegneria.

IO, PRIGIONIERO DI GUERRA

“Sono cresciuto nella parte Ovest di Belfast, in un contesto di violenza, ho accumulato rabbia e frustrazione per anni, quando ero un ragazzino tiravo pietre alla polizia e a un certo punto mi sono unito alla lotta repubblicana per un’Irlanda unita”, il commento di Michael Phillips riportato dal Corriere della Sera. L’ex terrorista dell’IRA ha poi commentato “Sono stato prigioniero di guerra”. Una presa di posizione precisa a tanti anni di distanza dai tragici fatti che hanno riguardato il gruppo terroristico nordirlandese, con Michael che sottolinea: “vorrei poter dire che deve sempre esserci un’alternativa alla violenza: anche se si lotta per una causa giusta la violenza è sbagliata perché ci toglie le vite, gli affetti, ci separa dalle nostre famiglie e colpisce tanti innocenti che non c’entrano niente. È un discorso che vale per tutti, per questo nella mia associazione con gli altri stranieri lavoriamo sull’integrazione, sulla pace e sul dialogo per cambiare le cose”.

LA NUOVA VITA DI MICHAEL PHILIPS

Un’infanzia difficile, da Belfast a Londra, passando per gli studi e le tragedie familiari, tra parenti uccisi, feriti e qualcuno in galera. Un’adolescenza trascorsa nel corso della ribellione e del culto della lotta, fino all’affiliazione all’IRA: “Sono stato un repubblicano prigioniero di guerra, una sigla, Pow, che sta per prisoner of war”. Dopo il carcere, la nuova vita: “Per molti anni ho girato per l’Europa senza avere un lavoro stabile, poi cinque o sei anni fa la mia ragazza, israeliana, mi ha convinto a prendermi cura di me e a provare a pensare al futuro. Per tanto tempo ho avuto incubi la notte, poi ho cominciato ad avere più confidenza nei miei mezzi, a essere fiducioso nel futuro. Adesso Michael si occupa della sua associazione per gli stranieri in quel di Bologna, con la sua fidanzata con cui condivide molto: lei è cresciuta a Tel Aviv ed ha fatto parte dell’esercito isrealiano. Una compagna che gli è stata accanto nei momenti più difficili, per aiutarlo a scacciare i retaggi del passato ed iniziare un nuovo capitolo di vita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori