AGGUATO A OSTIA/ Sparatoria in pizzeria: un ferito è nipote del boss Fasciani (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Agguato a Ostia, sparatoria in pizzeria: gambizzati cuoco pizzaiolo e padre della titorale, feriti ma fuori pericolo. Metodo mafioso, si cerca l’autore: intanto Spada rimane in carcere

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Polizia scientifica (LaPresse)

Proseguono senza sosta le indagini in merito all’agguato che si è consumato ieri sera a Ostia e nel quale sono rimasti feriti, gambizzati, Alessandro Bruno, 50 anni, e Alessio Ferreri di anni 41. Il primo è padre della titolare del locale, colpito al polpaccio, mentre il secondo ha un cognome non indifferenti in città. L’uomo, come riporta RomaToday, è infatti fratello di Fabrizio, detto Dentone, nipoti di Terenzio Fasciani, fratello del boss Don Carmine Fasciani. Sempre Fabrizio, oltre ad aver avuto un lungo curriculum criminale, è compagno di Alessandra Salera la cui sorella ha sposato Ottavio Spada. Quella avvenuta ieri a Ostia, sin da subito non è stata considerata una semplice sparatoria. Non a caso gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Roma vogliono vederci chiaro ed attualmente hanno avviato un fascicolo d’inchiesta procedono per “tentato omicidio”. I due feriti, già ascoltati in ospedale, saranno riascoltati anche nella giornata di domani, mentre non sembrano esserci novità importanti in merito all’arma usata. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

DI PILLO CHIEDE INTERVENTO DEL MINISTRO MINNITI

Sono attualmente in corso le indagini sulla sparatoria avvenuta nella tardata serata di ieri a Ostia e nella quale sono rimaste ferite due persone. In rinvenimento del motorino dato alle fiamme, avvenuto a poca distanza dal locale teatro dell’agguato, come riporta Il Tempo ha portato all’ipotesi che quello fosse il mezzo usato dal criminale per scappare, forse grazie alla complicità di un secondo uomo. La pizzeria al momento risulta chiusa ma non sotto sequestro. Al suo interno non ci sarebbero telecamere ma si stanno comunque analizzando le riprese effettuate da altre telecamere di videosorveglianza installate nella medesima zona. Dalle ultime notizie trapela che i due feriti sarebbero stati già ascoltati dagli inquirenti. Ad intervenire sul triste fatto di cronaca anche la Di Pillo, neopresidente M5S del X Municipio, che ai microfoni di Radio 1 Rai ha commentato: “Se si tratta di episodi mafiosi? I fatti da soli parlano. Ci vuole collaborazione istituzionale. Ho intenzione di convocare tutte le forze dell’ordine, vedrò la sindaca Raggi per stimolare un intervento di nuovo del ministro Minniti”. A sua detta, vista la delicata situazione, sarebbe necessario un potenziamento delle forze dell’ordine e maggiori controlli delle attività commerciali. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

TROVATO SCOOTER DATO ALLE FIAMME

È stato trovato dato alle fiamme lo scooter usato questa notte per entrare nella pizzeria di Ostia a tendere l’agguato: non è stato invece rinvenuto ancora né l’arma dell’aggressione e neanche l’autore stesso che si è dato alla macchia dopo aver gambizzato due dipendenti della Pizzeria in Via delle Canarie, fuori Roma. Si chiama Alessandro Bruno, 55 anni, padre di Sara (titolare della Pizzeria Nuovo Disco Giro Pizza), ferito e rimasto a terra assieme al suo pizzaiolo 40enne Alessio Fedeli: sono stati gambizzati e secondo gli inquirenti il motivo sarebbe riconducibile ad un caso di racket in piena regola. «Le vittime sono state avvicinate da uno dei uomini arrivati indossando il casco integrale: il malvivente ha esploso almeno 4 colpi di arma da fuoco», spiega Il Messaggero che riporta come il Bruno fosse sì incensurato ma sarebbe stato segnalato per uso di sostanze stupefacenti in passato, mentre il pizzaiolo aveva precedenti per lesioni e danneggiamento. È ancora caccia all’uomo per trovare chi ha ferito gravemente gli sventurati dipendenti della pizzeria, con la consapevolezza di una Ostia sempre più simile ad una Gotham City moderna e tutt’altro che da fiction..

AGGUATO MAFIOSO A OSTIA

“No, la mafia non esiste a Ostia”: quando detto in tv in questi giorni dal cugino e da altri affiliati della famiglia Spada trova ben poche “conferme” nei fatti di cronaca, l’ultimo gravissimo avvenuto questa notte con un agguato in una pizzeria di via delle Canarie sul litorale romano più discusso e chiacchierato del Paese. Poco prima delle 22 un uomo con volto coperto da un casco ha sparato parecchi colpi di pistola dentro al locale ferendo al pompaggio il padre della titolare proprietaria (un italiano di 50 anni) e il cuoco pizzaiolo 41enne invece è stato ferito al gluteo e alla gamba sinistra. Detta in gergo, sono stati gambizzati, escludendo dunque ogni possibile opzione di rapina o atto di criminalità “locale”: lo stile è mafioso e si pensa o ad un regolamento di conti, o ad un problema di racket col pizzo magari non pagato alla criminalità organizzata che a Ostia sembra sempre più presente, in maniera evidente. Il comune di Ostia, da pochi giorni con un nuovo minisindaco (del Movimento 5 Stelle) dopo due anni di commissariamento per mafia, vive ancora nel dramma di un’altro, l’ennesimo, atto criminale in piena attività commerciale e davanti al terrore dei clienti presenti ieri sera nella pizzeria sul litorale di Roma.

SPADA RESTA IN CARCERE, OSTIA È UN FOCOLAIO

I feriti sono stati soccorsi e portati all’ospedale Grassi. Non sono in pericolo di vita e appena possibile dovranno fornire elementi si spera utili per le indagini, nel tentativo di scoprire chi ha teso l’agguato e chi sarebbe anche il mandante di un chiaro atto in stile mafioso. Intanto, arriva proprio stamattina la notizia che il membro Spada divenuto tristemente più famoso ad Ostia, Roberto l’ex pugile, rimarrà in carcere. Lo ha deciso pochi istanti fa il tribunale del Riesame di Roma che ha depositato sentenza contro il protagonista dell’aggressione al giornalista di Nemo Daniele Piervincenzi nell’ormai famosa testata davanti alla palestra di Ostia. Come riporta la Procura, citata da La Stampa, regge l’impianto accusatorio «che contesta all’indagato i reati di lesioni e violenza privata aggravate dal “metodo mafioso” per aver picchiato brutalmente lo scorso 7 novembre il giornalista del programma Rai «Nemo-Nessuno Escluso», Daniele Piervincenzi e il cameraman Edoardo Anselmi». Clima di omertà generale, pericolo per i giornalisti e chiunque provi ad indagare nelle dinamiche losche del potere a Ostia, e infine pericolo per gli stessi Piervincenzi e Anselmi nel restare in ospedale dopo l’aggressione – «abbiamo avuto paura che in quel momento restare lì non sarebbe stato per noi sicuro. Temevamo, infatti, non solo che qualche appartenente alla famiglia Spada potesse raggiungerci presso l’ospedale e farci del male» – danno la giusta impressione di una forte criminalità a Ostia e dintorni, confermata dall’ennesimo agguato con metodo mafioso.

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