ABRUZZO COME FUKUSHIMA?/ L’Istituto di Fisica smentisce Le Iene: nessun esperimento segreto, non c’è pericolo

- Dario D'Angelo

Abruzzo come Fukushima? L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare replica al servizio di Nadia Toffa de Le Iene Show: non c’è alcun esperimento segreto, dunque niente panico.

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Immagini di repertorio (foto da Pixabay)

Dopo il servizio di Nadia Toffa in cui Le Iene Show denunciavano il rischio di un’esplosione nucleare nelle viscere del Gran Sasso sullo stile di quella che ha interessato la centrale giapponese di Fukushima, in Abruzzo il panico si è diffuso alla velocità della luce. Quali sono i rischi nella regione? Corrisponde a verità, come sostenuto dalla trasmissione di Italia Uno, che nel più grande laboratorio sotterraneo del mondo, quello dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare costruito nel 1982, è stato condotto un esperimento segreto con sostanze nocive denominato Sox? Interrogativi legittimi, quelli della popolazione, preoccupata soprattutto da un dato di fatto messo in evidenza da Le Iene Show: il Gran Sasso, infatti, ospita una delle sorgenti d’acqua più pure d’Europa. Si tratta dell’acqua che portiamo quotidianamente sulle nostre tavole. E se, come suggerisce Nadia Toffa, una di queste sostanze nocive dovesse esplodere, non contaminerebbe le acque e il territorio dell’intera Regione. A queste ipotesi ha risposto in maniera molto dura l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che ha parlato apertamente di “falsità”. 

LA REPLICA DELL’INFN

Sulla sua pagina Facebook, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare descrive il servizio delle Iene sul rischio nucleare in Abruzzo come un insieme di “numerose falsità e poche verità presentate in modo parziale e fazioso“. Nel ricordare che nei Laboratori Nazionali Del Gran Sasso lavorano molti abruzzesi che “vivono nel territorio e bevono l’acqua che esce dai loro rubinetti“, si specifica che “SOX non è un esperimento nucleare che prevede la manipolazione di atomi, come accade per esempio in una centrale nucleare, ma un esperimento scientifico che usa una sorgente radioattiva sigillata, come quelle che vengono usate, sia pure con una diversa potenza e differenti finalità, negli ospedali delle nostre città per eseguire esami diagnostici e terapie. SOX è infatti un esperimento per lo studio dei neutrini che utilizza 40 grammi di polvere di Cerio 144. Il Cerio 144 produce decadimenti radioattivi spontanei, non reazioni nucleari di fissione. SOX quindi non ha niente a che vedere con un reattore nucleare, non può esplodere, neppure a seguito di azioni deliberate, errori umani o calamità naturali“. 

NESSUN RISCHIO PER LA POPOLAZIONE

La spiegazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è di quelle che lasciano spazio a pochi dubbi. Nel post su Facebook in cui si prova a rimuovere le preoccupazioni degli abruzzesi dopo il servizio de Le Iene sul panico nucleare sul Gran Sasso, si chiarisce:”Per garantire lo svolgimento in assoluta sicurezza dell’esperimento, senza nessun rischio per le persone e per l’ambiente, il Cerio 144, è isolato e totalmente schermato. La polvere di Cerio è chiusa e sigillata in una doppia capsula di acciaio, che a sua volta viene poi chiusa all’interno di un contenitore di tungsteno dello spessore di 19 centimetri, del peso di 2,4 tonnellate, realizzato appositamente per SOX con requisiti più alti rispetto agli standard di sicurezza richiesti, e in grado di resistere fino a 1700 °C. La sorgente rimarrà chiusa sotto chiave nel suo alloggiamento inaccessibile, per l’intera durata dell’esperimento, cioè 18 mesi. Il contenitore di tungsteno è indistruttibile: è resistente a impatto, incendio, allagamento e terremoto, secondo studi rigorosi che sono stati svolti come previsto dalla legge e verificati dalle autorità competenti. Quindi, tutti i rischi citati durante la trasmissione, dal terremoto all’atto terroristico, non sono realistici. SOX, dunque, non rappresenta in alcun modo un rischio, né per la popolazione né per l’ambiente: non implica nessuna dose radioattiva per nessuno, e naturalmente neanche per le persone che lavorano nei laboratori, la dispersione del Cerio è impossibile anche in caso di incidente, la sorgente sarà sempre sorvegliata 24h/24 dal personale che di norma svolge l’attività di sorveglianza nei Laboratori“. 

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