LUCA FANESI/ Ultrà Sambenedettese in coma: per i testimoni picchiato dalla polizia col manganello (Le Iene)

- Silvana Palazzo

Luca Fanesi, il caso a Le Iene Show: cosa è successo al tifoso negli scontri dopo Vicenza-Sambenedettese? Le ultime notizie sul 44enne che lotta tra la vita e la morte

luca_fanesi_tifoso_samb
Luca Fanesi, il caso a Le Iene Show

Anche la trasmissione Le Iene si è interrogata, nella puntata di ieri, su cosa sia realmente accaduto al 44enne e padre di due figli Luca Fanesi, ultrà del Sambenedettese, lo scorso 5 novembre. L’unica certezza è la rissa nata tra due tifoserie fuori dallo stadio di Vicenza, al culmine della quale Luca sarebbe finito in terra ed oggi lotta tra la vita e la morte, in coma. Dalle prime notizie pare si sia trattato di una caduta accidentale ma in base alle ferite riportate dall’uomo, la versione della polizia non sarebbe stata creduta dai suoi compagni ultras che si sono riuniti in un’assemblea improvvisata nella quale sarebbe emersa un’altra clamorosa verità. Secondo alcuni testimoni, Luca sarebbe stato con le mani alzate, mentre veniva picchiato dalla polizia col manganello, anche dopo essere finito già per terra. Nessuno nei palazzi vicini avrebbe visto nulla, ad eccezione di una donna che ha filmato la scena poi finita anche sui social e dalla quale emergerebbe una frase di un ultrà importante: “Stavamo andando via!”. L’incidente è già avvenuto ma proprio questa frase andrebbe a confermare la versione de testimoni: Luca potrebbe davvero essere stato colpito dai poliziotti in un’azione che secondo i suoi compagni sarebbe potuta essere evitata proprio perché stavano per andare via. Oggi Luca è ancora molto grave, e le parole della moglie sono toccanti: “Io sono fiduciosa, tengo duro per i bambini, per lui, per tutti…”. Intanto la verità continua ad essere ben diversa rispetto a quella finora emersa. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

TIFOSO IN COMA DOPO PARTITA VICENZA-SAMBENEDETTESE

Le Iene Show stasera racconteranno la storia di Luca Fanesi, un tifoso che dal 5 novembre lotta tra la vita e la morte per i tafferugli verificatisi dopo la partita Vicenza-Sambenedettese. La Iena Luigi Pelazza è stata nei giorni scorsi a San Benedetto del Tronto, città di cui è originario il 44enne, e a Vicenza per fare chiarezza su una vicenda che presenta molti punti oscuri. Il fratello dell’uomo, Massimiliano Fanesi, nel corso di un’intervista rilasciata ieri a Pourparler su VeraTV ha parlato di un documento rivelatore. Ha riferito della presenza di un documento “incisivo” e “penetrante” che potrebbe aiutare a ricostruire la dinamica dei fatti. Per segreto istruttorio non ha rivelato i dettagli del documento, ma ha espresso la sua fiducia nei confronti della magistratura: “Non cerchiamo una verità, noi vogliamo la verità”. Intanto il quadro clinico di Luca Fanesi resta critico: “Mio fratello è in rianimazione. Piccoli segnali di miglioramento ci sono: apre gli occhi, muove le mani e i piedi. Ma la prognosi resta riservata, i medici dicono che potrebbe accadere di tutto”.

LUCA FANESI, GRAVE TIFOSO SAMB: IL CASO A LE IENE SHOW

Un testimone nei giorni scorsi ha rivelato di aver assistito ai momenti più concitati del dopo gara, avvenuti a pochi metri dallo stadio Menti. Il racconto, ancora tutto da verificare, ha ricostruito le fasi che hanno portato al momento clou della vicenda riguardante Luca Fanesi. “È stato manganellato da tre poliziotti del reparto Celere mentre si allontanava a mani alzate e da solo”, ha raccontato a Fanpage.it con la voce camuffata e il volto offuscato. Il testimonia ha descritto lo scenario a cui ha assistito: “Ho visto due persone scappare. Una verso sinistra e l’altra verso la mia direzione con le braccia alzate e con dietro tre celerini. Ho visto il movimento degli agenti che hanno dato una manganellata da dietro a Luca che è caduto in modo un po’ anomalo e ha perso subito conoscenza”. L’anonimo testimone ha notato i poliziotti sopra il 44enne, poi si sono alzati e se ne sono andati via come se non fosse successo nulla. Quindi con altri ragazzi sarebbe andato a verificare le condizioni di Luca Fanesi: “Si notava che erano gravi anche se per un attimo sembrava che avesse ripreso conoscenza. Se Luca ha sbattuto contro un’inferriata? No, il cancello era ad un metro e mezzo o due di distanza da lui”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori