PAPA IN MYANMAR/ Ad accoglierlo tanti buddisti, Francesco è venuto per tutti

- La Redazione

Papa Francesco è arrivato a Yangon, in Myanmar (Birmania). Non solo fra i cattolici, ma anche fra i buddisti. Nessun Papa era mai venuto. E questo è già tutto. SILVIO PASERO

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Papa Francesco (LaPresse)

YANGON (Myanmar) — Oggi alle 13,30 ora locale il Papa è arrivato in Birmania. Non immaginatevi che lungo la strada che dall’aeroporto conduce alla città ci fossero folle ad attenderlo: qua e là qualche gruppetto. D’altra parte i cattolici, in tutta la Birmania (grande due volte l’Italia), sono 500mila, cioè l’1 per cento della popolazione, e moltissimi vivono nelle regioni dell’interno.

Il programma prevede che oggi e domani siano dedicati agli incontri ufficiali. Mercoledì si entrerà nel vivo del viaggio con la messa.

Ma l’attesa è tantissima. Non solo fra i cattolici, ma anche fra i buddisti. Nessun Papa era mai venuto. Commuove vedere gente con la maglietta ufficiale dell’evento che si aggira per la città. Altri stanno ancora arrivando con i costumi tipici delle varie regioni. E non è gente ricca. È gente che ha fatto sacrifici per venire fin qui, anche da molto lontano,  per vedere e sentire papa Francesco. Ma se anche Francesco non spiccicasse parola, il solo fatto che sia venuto qui, è già tutto.

Questo non vuol dire che è secondario ciò che Lui ha detto o fatto, dirà o farà domani e nei prossimi giorni, ma che Lui sia qui, è già — a prescindere — straordinario. Francesco spariglia le carte. Perché tutti dovranno farci i conti. Ma il punto che viene posto con questo viaggio, ed ora che sono qui mi sembra più evidente, è che nessuno è dimenticato, anche la più piccola comunità  è in comunione con l’intera Chiesa. Questo è quanto percepisco. Ma subito dopo viene che la fede si può vivere in qualsiasi circostanza senza aspettare governi o condizioni perfette (a proposito di condizioni perfette: si suda anche solo a scrivere).

Qua la sfida che attende Francesco e la Chiesa non è il mondo secolarizzato della post-modernità. Non so cosa dirà e farà il Papa ma certo è una sfida diversa, anche se il cuore dell’uomo è uguale a ogni latitudine. Qua si passa dalle auto più moderne (poche) a vecchie moto trasformate in motocarri, da giovani che vestono Nike (pochi) ad altri che hanno solo un longy (la loro gonna unisex, vestito tradizionale birmano), da ristoranti di livello europeo a ristoranti sulla strada di dubbia igiene. Ma quasi tutti hanno cellulari ultima generazione! Anche per loro “questa non è un’epoca di cambiamenti ma un cambiamento d’epoca”. E per tutti è venuto Francesco ad annunciare Gesù come risposta al bisogno dell’uomo, anche per me.

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