Salvatore Ligresti/ Caso Premafin, condannato a 5 anni per aggiotaggio: la difesa, “impugneremo la sentenza”

- Silvana Palazzo

Salvatore Ligresti, caso Premafin: condannato a 5 anni per aggiotaggio. La difesa: “Impugneremo la sentenza”. Le ultime notizie sulla decisione del Tribunale di Milano

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Il processo in aula (LaPresse)

Salvatore Ligresti è stato condannato a cinque anni di carcere e centomila euro di multa per aggiotaggio sui titoli della holding Premafin. Lo ha stabilito il tribunale di Milano che ha accolto in pieno la richiesta del pm Giordano Baggi. La Consob aveva sanzionato l’ex patron della galassia Fonsai con 5 milioni di multa per aver sostenuto i titoli Premafin con acquisti illeciti. La manovra è stata fondamentale per nascondere le falle di un sistema che era sull’orlo del fallimento. L’ex immobiliarista Giancarlo de Filippo è stato condannato a 4 anni e 80 mila euro di multa, mentre il fiduciario Niccolò Lucchini a 3 anni e 60mila euro di multa. I giudici del tribunale di Milano hanno anche disposto la confisca delle azioni Unipol Sai già sequestrate e 250 mila euro di risarcimento alla Consob per danno non patrimoniale. Nel mirino erano finite una serie di operazioni effettuate da due trust con sede alle Bahamas su titoli Premafin, la holding attraverso cui la famiglia Ligresti controllava la Fondiaria-Sai, che sarebbero state finalizzate a tenere alto il prezzo dei titoli della società che all’epoca dei fatti era quotata.

SALVATORE LIGRESTI CONDANNATO PER IL CASO PREMAFIN

Dopo due ore di camera di consiglio è arrivato il verdetto. I giudici hanno disposto anche le misure accessorie di rito, come l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Salvatore Ligresti e l’interdizione per un anno e mezzo sia all’esercizio della professione sia dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e per la stessa durata l’incapacità di contrattare con le Pubbliche amministrazioni. L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, difensore di Salvatore Ligresti, ha commentato la sentenza: “Attendiamo di leggere le motivazioni e valuteremo se proporre appello – riporta Tgcom24 -. Sarà importante capire come il Tribunale ha valutato il quadro indiziario proposto dalla pubblica accusa che, a nostro avviso, si reggeva su presunzioni e non su elementi oggettivi”. Anche i difensori dell’ex immobiliarista Giancarlo De Filippo e del fiduciario Niccolò Lucchini hanno annunciato che presenteranno ricorso in appello dopo aver letto le motivazioni.



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