Denis Bergamini/ I periti: “morto soffocato prima di finire sotto il camion” (Chi l’ha visto)

- Dario D'Angelo

Denis Bergamini: 28 anni dopo la morte del calciatore del Cosenza, la svolta appare dietro l’angolo. Oggi l’incidente probatorio che potrebbe definire le posizioni degli indagati.

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Denis Bergamini (Wikipedia)

Si è svolto oggi davanti al Gip di Castrovillari l’incidente probatorio nel corso del quale i periti nominati dal giudice hanno mostrato il loro ampio lavoro in riferimento alla morte di Denis Bergamini. Il calciatore del Cosenza morto il 19 novembre 1989, secondo gli esperti fu “soffocato ed era già morto prima di essere coricato sotto il camion”. Questo smentirebbe ovviamente la tesi del suicidio al quale la famiglia della vittima non ha chiaramente mai creduto. A confermare le ipotesi dei periti è stato l’avvocato Anselmo, difensore dei Bergamini, il quale all’Ansa ha aggiunto: “È stata assolutamente confermata l’ipotesi della morte per asfissia ed i periti hanno detto che era già morto prima di essere coricato sotto il camion”. Qualche settimana fa era emerso che i periti avrebbero attribuito la morte per soffocamento di Denis ad una sciarpa. Ora, nella terza inchiesta aperta sulla morte del calciatore risultano indagati la ex fidanzata Isabella Internò e l’autista del camion, Raffaele Pisano. Anche Ilaria Cucchi, sorella si Stefano, attendeva con ansia in aula l’esito dell’incidente probatorio del quale se ne parlerà a lungo questa sera nel corso della trasmissione Chi l’ha visto, in onda su RaiTre. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA SVOLTA A 28 ANNI DALLA MORTE

Ci sono voluti 28 anni e 3 inchieste, ma alla fine Denis Bergamini potrebbe avere giustizia. Il giocatore del Cosenza trovato morto sull’asfalto della statale jonica a Roseto Capo Spulico il 19 novembre del 1989, non si sarebbe suicidato lanciandosi sotto un camion, come invece stabilirono le prime due indagini. Bergamini è stato ucciso: e non lo dicono soltanto i familiari o la curva rossoblu, rimasta legatissima a quel ragazzo di Argenta (Ferrara) destinato per talento a piazze più importanti di quella cosentina. Adesso c’è anche l’esito della superperizia effettuata sul suo corpo, riesumato lo scorso luglio su disposizione del procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla (lo stesso che ha riaperto l’inchiesta), a confermare che Bergamini è morto soffocato. La conferma è arrivata dalla sorella di Denis, Donata, che su Facebook ha pubblicato quello che è probabilmente il passaggio più importante di quella perizia:”L’exitus del sig. Donato Bergamini è attribuibile, con elevato grado di probabilità, alle lesioni da scoppio causate dallo schiacciamento addomino-perineale con conseguente eviscerazione degli organi e rottura di vaso arterioso, a sinistra, in soggetto in Liminae Vitae già morto per asfissia meccanica”.

DENIS BERGAMINI, L’INCIDENTE PROBATORIO

Oggi di Denis Bergamini si parlerà approfonditamente anche a Chi l’ha visto?, la trasmissione di Rai Tre condotta da Federica Sciarelli che della vicenda si occupa da tempo. La giornata odierna, però, è importante soprattutto per quello che avverrà a Castrovillari, dove in un’aula di tribunale avverrà l’incidente probatorio che vedrà un dibattimento fra le parti, chiamate a discutere della perizia eseguita sul corpo. In questo momento ad essere formalmente indagati sono l’ex fidanzata di Bergamini, Isabella Internò, e l’autista del camion che investì il calciatore rossoblu, Raffaele Pisano. Proprio dopo l’incidente probatorio di oggi non è escluso che i magistrati di Castrovillari riescano a definire con maggiore chiarezza i ruoli delle persone coinvolte in quello che appare ormai certo essere stato un omicidio. Come riferito da quicosenza.it, insomma, ci sono pochi dubbi sul fatto che Denis sia stato soffocato probabilmente con una sciarpa e da due persone. Nel frattempo, Chi l’ha visto? raccoglierà una testimonianza importante: quella dell’autista del camion che sostiene di essere stato dietro l’autocarro che ha investito Bergamini. 

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