Sparatoria a Pegli/ Video, Carabinieri feriti: trovate tracce di Dna sull’auto rubata

- Fabio Belli

Sparatoria a Genova, carabinieri feriti vicino al campo del Genoa. In fuga su una Yaris Bianca, nella zona di Pegli hanno sparato per coprire la loro fuga

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Secondo gli inquirenti che indagano all’episodio verificatosi ieri pomeriggio quando due banditi (ancora in fuga) non si sono fermati all’alt dei carabinieri a Pegli, investendo e ferendo tre militari, si tratterebbe di ladri di appartamento. Tesi, questa, che troverebbe conferma dai rilievi eseguiti all’interno della Yaris rubata. Secondo quanto trapela dal quotidiano Il Secolo XIX, infatti, pare che gli investigatori abbiano trovato all’interno della vettura guanti da lavoro e un paio di cacciavite. Non si esclude tuttavia che tali oggetti possano appartenere al proprietario della vettura rubata. Gli esperti della scientifica, tuttavia, hanno lavorato a lungo fino ad identificare anche tracce di materiale biologico, Dna, impronte e altri oggetti personali che potrebbero presto portare ad incastrare i due responsabili della sparatoria. Gli accertamenti sull’auto sono stati effettuati questa mattina dalla sezione rilievi dell’Arma confermando l’estrema precisione della mira del maresciallo dei carabinieri che con i suoi cinque colpi ha messo in fuga, a piedi, i due malviventi. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CARABINIERI FERITI NEI PRESSI DEL CAMPO DEL GENOA

Sparatoria a Genova nei pressi del campo del Genoa, a Pegli. E’ accaduto intorno alle quattro del pomeriggio di martedì 28 novembre 2017, e i rumori del conflitto a fuoco sono stati distintamente sentiti anche dai giocatori rossoblu che stavano effettuando l’allenamento e dagli spettatori al campo che vi stavano assistendo. La sparatoria si è verificata nella vicina autostrada, dove tre carabinieri sono stati travolti da una Toyota Yaris rubata con due sconosciuti alla guida. Fortunatamente, nonostante il grave rischio corso, i carabinieri hanno riportato ferite non gravi dallo scontro e non sono stati raggiunti dalle pallottole sparate durante il conflitto a fuoco, in quello che è stato definito “un miracolo”, visto l’altissimo rischio di restare sotto i colpi delle pallottole. A notare la Yaris in fuga sono state due cosiddette “auto civetta”, auto delle forze dell’ordine senza segni distintivi che sono partite subito all’inseguimento.

LA SOLIDARIETA’ DEL GOVERNATORE TOTI 

Da lì la situazione è degenerata in maniera abbastanza rapida: dalla sala operativa del 112 è arrivata la segnalazione del fatto che l’auto fosse rubata. Da lì i carabinieri hanno seguito la Yaris, e dopo alcuni chilometri l’hanno fermata all’altezza del casello di Pegli: da lì la Yaris, dopo essersi fermata, è ripartita sgommando investendo i tre carabinieri che erano scesi dalla macchina: ricoverati presso l’ospedale di Voltri, hanno ricevuto prognosi dai 10 ai 30 giorni. Dopo poche centinaia di metri, i due occupanti della Yaris sono scappati a piedi coprendo la loro fuga con alcuni colpi d’arma da fuoco che sono stati sentiti in maniera distinta al campo del Genoa, dove si stava svolgendo di fronte a un discreto pubblico l’allenamento a porte aperte della formazioni rossoblu, che è stato interrotto per circa mezz’ora. La Yaris potrebbe essere stata rubata da due topi d’appartamento da tempo ricercati nella zona di Genoa, e l’auto è stata affidata agli specialisti per i rilievi. Ai carabinieri è arrivata la solidarietà di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria.



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