MATTEO CAGNONI/ Giulia Ballestri, terza udienza: depongono i familiari e l’amante della vittima (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Matteo Cagnoni, omicidio Giulia Ballestri: il processo entra nel vivo con le prime testimonianze. Prendono la parola alcuni amici, i familiari e l’amante della vittima.

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Matteo Cagnoni
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Oggi, venerdì 3 novembre, si torna nuovamente in aula in vista della terza udienza del processo a carico di Matteo Cagnoni, il “dermatologo dei vip” a processo con l’accusa di aver ucciso la moglie 39enne, Giulia Ballestri, dalla quale stava per separarsi. A seguire la nuova giornata in Tribunale a Ravenna sarà la trasmissione Quarto Grado che torna stasera riaccendendo i riflettori su uno dei casi di cronaca più emblematici degli ultimi mesi. Giulia Ballestri fu brutalmente massacrata a colpi di bastone il 16 settembre di un anno fa e rinvenuta cadavere in una villa in disuso in pieno centro a Ravenna e di proprietà dei Cagnoni. Ad incastrare il marito tutta una serie di elementi, dalle telecamere alle intercettazioni, eppure l’uomo continua a respingere le accuse. Nella giornata di oggi si entra finalmente nel vivo del processo al cospetto della Corte d’Assise di Ravenna che ha ammesso l’intero elenco di testimoni avanzati dalle parti. Si parla al momento di oltre 200 persone anche se non si esclude che in fase dibattimentale, alcuni poi possano venire meno. C’è attesa, dunque, per i primi testi ammessi dal giudice su richiesta del pm: si tratta del fratello della vittima, del nuovo compagno di Giulia, di una sua amica e di un sostituto commissario della squadra mobile che ha condotto le indagini. Tra coloro che il sostituto procuratore Cristina D’Aniello ha annunciato di voler ascoltare anche il fratello, i genitori ed uno zio della 39enne uccisa brutalmente.

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LA STOCCATA ALL’IMPUTATO NELLA SECONDA UDIENZA

Lo scorso 26 ottobre era andata in scena la seconda udienza del processo a carico di Matteo Cagnoni e che, come riporta il portale Ravenna e Dintorni, aveva fatto parlare soprattutto per l’esigua presenza di persone in aula rispetto all’apertura del 10 ottobre scorso. Lo stesso Cagnoni era presente in aula, elegantissimo e decisamente più rilassato rispetto all’udienza iniziale del processo a suo carico. In mano aveva portato con sé la solita cartelletta ed alcuni bloc-notes che aveva consultato nel corso dell’appuntamento con la giustizia. Ciò che però aveva caratterizzato la giornata era stata quella sorta di “stoccata” ai danni dello stesso imputato in seguito alla decisione del giudice che ha rigettato tutte le eccezioni di nullità presentate dai suoi difensori, gli avvocati Giovanni Trombini e Francesco Dalaiti. La difesa aveva infatti chiesto di escludere alcuni elementi dell’accusa e nel dettaglio i risultati dell’autopsia eseguita sul corpo della vittima (compreso il suo contenuto gastrico) e le intercettazioni telefoniche che avevano messo nei guai Cagnoni. L’intera Corte al completo, però, aveva deciso di respingere la richiesta in toto ammettendo i medesimi elementi al centro della richiesta di Cagnoni in mano all’accusa.

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