MUORE A 4 MESI PER INVAGINAZIONE/ Cosenza, 4 ricoveri negati: il papà, “caso di malagiustizia e malasanità”

- Emanuela Longo

Muore a 4 mesi per invaginazione: la storia di Cloe a Pomeriggio 5 e l’appello disperato del padre che chiede giustizia per la piccola figlia. Genitori si oppongono all’archiviazione.

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Invaginazione, il caso di Cloe
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Il caso di Cloe, la bimba morta a 4 mesi per un “banale” mal di pancia, è tornato alla ribalta oggi, nel corso della puntata di Pomeriggio 5, dopo essere stato affrontato nel corso della trasmissione Le Iene. Cloe aveva un’intera vita davanti ma purtroppo si è spenta in modo doloroso ed ingiusto tre anni fa. Una crisi di vomito e la corsa dei genitori in ospedale a Cosenza. Ma qui, per ben quattro volte, i medici non avrebbero compreso la gravità della patologia della piccola negando così il ricovero. Cloe era stata colta da un’invaginazione intestinale, ovvero una sorta di “tappo” che impedisce a cibo e acqua di fluire nell’intestino correttamente. Se individuato prontamente, il problema si sarebbe potuto risolvere prontamente con un semplice massaggio senza quindi ricorrere all’intervento chirurgico, ma nessuno dei medici del Pronto Soccorso di Cosenza avrebbe intuito, anche dopo le analisi eseguite, quale fosse la causa del malessere della piccola. Trasferita a Napoli dopo i vari rifiuti subiti, qui un medico avrebbe prontamente individuato l’invaginazione ed agito con un’operazione d’urgenza che però, purtroppo, non sarebbe bastata a salvare la vita della piccola, a causa dei danni cerebrali subiti. Dopo tre giorni di calvario Cloe è morta e per lei, dopo tre anni, non c’è ancora giustizia.

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I GENITORI CHIEDONO GIUSTIZIA

I genitori della piccola morta a 4 mesi hanno denunciato tutti i medici di Cosenza per omicidio colposo, ma secondo il perito nessuno di loro avrebbe delle colpe. Al contrario, ed in modo bizzarro, gli unici ad avere colpe sarebbero risultati essere proprio i genitori di Cloe. Un secondo perito ha però riconosciuto che tre accessi al Pronto Soccorso in 24 ore sarebbero un campanello di allarme ma allo stesso tempo non ha riconosciuto una condotta errata dei medici. Il tribunale di Cosenza ha così archiviato l’accusa di omicidio colposo mentre i medici continuano a lavorare nel medesimo ospedale. I genitori, nel frattempo, si sono fortemente opposti all’archiviazione e proprio oggi, nel corso della trasmissione Pomeriggio 5 è intervenuto il papà di Cloe che ha definito l’intera vicenda “un caso di malagiustizia e di malasanità”. L’uomo ha quindi voluto fare un appello importante in diretta tv: “Vorrei dire che la morte di un figlio per dei genitori è devastante ma è ancora più devastante non avere giustizia per quello che è successo. Io voglio giustizia per la bambina e affinché questi medici non facciano più altri danni ad altri bambini”.

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