Tramadolo/ Cos’è la droga del jihad, carico sequestrato a Gioia Tauro

- Carmine Massimo Balsamo

Tramadolo, cos’è la droga del combattento o del jihad: sequestrato a Gioia Tauro, in Calabria, un carico del potente oppiaceo, destinato a Misurata, in Libia

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La bandiera dell'Isis
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Cos’è il Tramadolo? Una domanda ricorrente nelle ultime settimane e, in particolare nelle ultime ore, con la notizia del sequestro al porto di Gioia Tauro, in Calabria, di un carico con 24 milioni di compresse dell’oppiaceo sintetico, destinato a Misurata, in Libia. Il Tramadolo è conosciuto come la droga del combattente o la droga del jihad: viene smerciata nel Medio Oriente e, secondo i report, i combattenti dell’Isis ne fanno un uso continuo. Si tratta di un potente oppioide che in Italia può essere venduto unicamente con una prescrizione medica non ripetibile e viene commercializzato come Contramal. Utilizzata dai membri dello Stato Islamico ma non solo, il Tramadolo infatti viene infatti destinato per le strade del Medio Oriente, con una pasticca che costa 5 dollari, molto meno di una dose di eroina come sottolinea il Corriere della Sera. E ne fanno uso tutti: i disperati di Gaza, i lavoratori, le prostitute ed anche i ragazzini, costretti a lavorare. E, soprattutto, nei Paesi del Medio Oriente non è considerato illegale.

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COS’E’ IL TRAMADOLO

Il Tramadolo, erroneamente confuso con il Captagon (trovato nel covo degli attentatori di Parigi), è una metanfetamina, la fenetillina, che aiuta a non fare sentire la fatica. Questa metanfetaminita viene mescolata alla caffeina ed è stata utilizzata dai gruppi antigovernativi nel corso della guerra civile in Siria. Il Captagon è innanzitutto una droga, non un farmaco come il Tramadolo, e costa molto di più: 8 dollari a pasticca. Proprio per il fatto che si tratta di una droga, come sottolinea il Corriere della Sera, è “difficile dunque che i jihadisti diano il permesso ai loro miliziani di prenderla”, secondo Laurent Laniel (Europea Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction). Utilizzo personale per i combattenti dello Stato Islamico ma non solo: fonte di guadagno attraverso lo spaccio, anche in Italia. Il sequestro di Gioia Tauro, nel porto della località calabrese, è relativo ad un carico proveniente dall’India e diretto in Siria, a Misurata, città chiave della Libia.

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