TRIFONE E TERESA/ Giosuè Ruotolo, ultime battute prima della sentenza (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Trifone e Teresa: ultime battute del processo sul duplice delitto di Pordenone che vede imputato Giosuè Ruotolo, in attesa della sentenza. Il ragazzo sarà condannato all’ergastolo?

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Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone, Facebook
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Il processo in Corte d’Assise ad Udine attualmente in corso e che vede alla sbarra Giosuè Ruotolo, nei prossimi giorni potrebbe portare ad una prima verità sulla morte di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati uccisi a colpi di pistola nel parcheggio del Palasport di Pordenone il 17 marzo 2015. L’unico indagato continua a respingere ogni accusa ed a definirsi totalmente estraneo ai fatti finora contestati. La trasmissione Quarto Grado seguirà anche oggi, nell’ambito della nuova puntata, le tappe dell’ultimo appuntamento in aula che si è tenuto ieri, nel corso del quale a prendere la parola sono stati il pubblico ministero e i due avvocati di parte civile in occasione delle repliche, prima della sentenza che potrebbe condannare all’ergastolo l’ex militare campano o, come sperato dalla sua difesa, assolverlo. Lo scorso martedì è toccato agli avvocati difensori di Ruotolo prendere la parola e sostenere le ragioni del proprio assistito, chiedendo la sua assoluzione. Ieri, invece, il pm Vallerin ha voluto prontamente attaccare le arringhe degli avvocati Esposito e Rigoni Stern, ribadendo di non aver mai “torturato nessuno e di non aver cercato di orientare le dichiarazioni dei testi. Non l’ha fatto la Procura e nemmeno i carabinieri”. Il magistrato, come riporta Il Friuli, è anche intervenuto sulle critiche avanzate dalla difesa dell’imputato in riferimento alle testimonianze dei suoi due ex coinquilini e ribadendo come “le loro deposizione sono state reciprocamente congruenti e hanno trovato riscontro anche nelle dichiarazioni dell’imputato”. Inevitabile anche una replica alle precedenti dichiarazioni circa il profilo Facebook Anonimo Anonimo e che avrebbe dato il via alla lunga sequenza di odio nei confronti delle due vittime, tuttavia minimizzato dai difensori di Ruotolo. “Non si può non concordare che quei messaggi fossero intrisi di odio”, ha insistito Vallerin. La conclusione del pm resa al cospetto della Corte d’Assisi è inequivocabile: l’imputato Giosuè Ruotolo non è credibile a causa delle numerose bugie raccontate.

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LE DICHIARAZIONI SPONTANEE DELL’IMPUTATO

Nel penultimo appuntamento con la giustizia, nel Tribunale di Udine dove è in corso il finale di processo di primo grado a carico di Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa, a prendere la parola è stato lo stesso imputato: “Esponetevi favorevolmente nei miei confronti per poter tornare a vivere una vita improntata su sani principi e valori, per potermi in futuro costruire una famiglia, perché nella giustizia ci credo ancora”. Sono state queste le dichiarazioni spontanee dell’ex militare campano, rese note dal quotidiano Il Giorno. La sentenza arriverà il prossimo 7 novembre e potrebbe contemplare addirittura il carcere a vita. Quello avanzato dal 28enne è un appello accorato nonostante la richiesta di ergastolo avanzata dal pm con l’aggiunta di 2 anni di isolamento diurno. Le parti avevano invece chiesto 2 milioni di risarcimento con 50 mila euro di provvisionale. Nella loro arringa, i difensori del presunto assassino della coppia di fidanzati avevano ribadito come finora sia stato tenuto in carcere un innocente. “Mancano le tracce di Teresa e Trifone sull’auto e i vestiti di Ruotolo, sulle sue cose personali, mancano i testimoni oculari, manca un legame tra la pistola e Ruotolo”, hanno ribadito in aula, chiedendo al tempo stesso la sua assoluzione.

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