RIVOLUZIONE RUSSA/ Video, Parravicini: “100 anni dopo la Chiesa è rinata, il regime non ha ucciso la fede”

- Niccolò Magnani

100 anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre Russa: video, Giovanna Parravicini (Russia Cristiana), “anni dopo la Chiesa Cattolica è rinata, il regime non ha ucciso la fede”

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Cent'anni dopo la Rivoluzione Russa

Il portale Stand Together ha sentito, in occasione dei cent’anni dalla Rivoluzione d’Ottobre Russa, Giovanna Parravicini storica ricercatrice e membro di Russia Cristiana. Vive in Russia fin dalla caduta del regime comunista e collabora con l’Italia per diversi progetti culturali e religiosi, all’insegna del prezioso interscambio tra cattolici e ortodossi, all’interno di un dialogo che dopo la “cortina di ferro” si è finalmente riaperto definitivamente. 1917-2017, un cambiamento enorme per la storia di un Paese che ha subito sulle sue spalle la pretesa ideologica e folle di strappare Dio dal cuore delle persone. «Senza dubbio, la fede riuscì a resistere, nonostante la persecuzione subita da chi osava praticare la propria religione contro le direttive ufficiali», spiega la Parravicini al portale sulle minoranze cristiane nel mondo. La ricercatrice parla di “rinascita cristiana” in questi 100 anni: «il cuore dell’uomo è fatto per Dio, come affermava Sant’Agostino. Ecco perché le persone dopo anni, decenni di persecuzioni ancora davano testimonianza della propria fede ed erano disposti anche a morire. Sono le persone che quando finalmente il regime cadde, hanno iniziato a costruire la Chiesa e la comunità cristiana». La Parravicini racconta le tante testimonianze di molti giovani che come lei furono osteggiati e perseguiti solo perchè volevano esprimere la loro semplice fede: «Incontrare i miei coetanei, giovani ventenni o poco più grandi della mia età che vivevano con tranquillità e serenità l’essere condannati al carcere o ai campi di concentramento… Persone che ho conosciuto nel ‘79 , per esempio, che poi negli ’80 sono state condannate a 5 anni di lager e a 5 anni di confino e deportazione lasciando la propria moglie che aspettava il primo figlio e sacrificando, magari, 10 anni della propria vita».

LA CONVERSIONE CONTINUA ANCHE OGGI

Davanti al dramma delle persecuzioni anticristiane e davanti al secolo più buio per la storia della Russia (e non solo), Giovanna Parravicini non esita, quasi paradossalmente, a dire che “Cristo c’è ed esiste, non è una invenzione”. Se infatti c’è chi, per voler impadronirsi delle persone e di tutta loro vita anche intima per il “semplice” progetto di potere assoluto, arriva ad uccidere per impedire la professione di fede e la vita cristiana, vuol dire che quell’Uomo lì nato duemila anni fa ancora oggi incide e determina. In poche parole, esiste: Russia Cristiana è nata da un’idea di Padre Romano Scalfi che nel 1957 da Milano chiese ed ottenne di diventare missionario nella Russia di Stalin. Lo fece per anni in maniera completamente clandestina, portando vangeli, libri e beni di prima necessità al popolo soggiogato dal regime comunista: quando lo scoprirono, gli proibirono di entrare nel Paese per più di vent’anni. Ma questo non ha impedito un florido impegno nel voler portare al mondo la bellezza della tradizione orientale ortodosso, ma non solo: come ricorda la stessa Parravicini, compito primario era quello della testimonianza resa al mondo delle atrocità e delle tragedie che i cristiani e tutto il popolo russo doveva subire ogni giorno per oltre settanta lunghi anni di regime. Celebre è divenuto l’impegno di Russia Cristiana e dei tanti volontari di tradurre in russo i vari libri religiosi anche per recuperare dall’enorme crisi analfabeta che ha colto le generazioni vissute sotto l’Unione Sovietica. «I nostri libri hanno avuto un successo strepitoso. Venivano i preti della Siberia con lo zaino in spalla a prenderli, i vescovi ne richiedevano interi container. C´era proprio fame e sete di libri. Gli impiegati postali mi guardavano e dicevano: chissà cosa ci sarà in questi pacchi che questa italiana riceve continuamente dall’Italia”. Io dicevo: ”sono libri religiosi”. “Mi ricordo ancora che per far vedere loro che non era niente di ché, ho aperto un pacchetto. C’erano i libri sulla vita di San Francesco, tre o quattro copie, ho visto i loro occhi pieni di aspettativa. Regalai una copia ad ognuno di loro, rendendoli molto felici».



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