Per cosa si litiga a casa?/ Ikea sa in quale stanza (e perchè): in Italia state lontani da…

- Silvana Palazzo

Per cosa si litiga a casa? Lo studio di Ikea: in Italia ci si scontra i cucina, ecco le principali ragioni per cui il proprio “rifugio” diventa un vero e proprio campo di battaglia

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Per cosa si litiga a casa? Lo studio di Ikea

Anziché essere un rifugio sicuro da stress e problemi, la casa è diventata un campo di battaglia. Scontri e confronti, scaramucce e discussioni sono all’ordine del giorno: lo conferma una corposa ricerca realizzata da Ikea, che ha indagato sulle ragioni dei litigi e sulle zone della casa dove avvengono. Per il “Life at Home Report” l’azienda svedese ha intervistato 22mila persone tra i 18 e i 65 anni in 22 paesi nell’arco di sei mesi. Da questo studio è emerso che in Italia il campo di battaglia è la cucina, del resto è il nostro “terreno” preferito. Il 56% degli italiani si scontra tra mestoli e pentole, tra un risotto e un piatto di orecchiette. Nel resto del mondo, invece, si preferisce litigare in salotto, una zona fluida, dove gli spazi personali tendono a confondersi ed è quindi difficile stabilire i confini. Una distinzione è stata fatta anche per sesso: il 48% degli uomini litiga perché accade qualcosa che interrompe la loro routine, mentre il 35% delle donne si innervosiscono quando le regole non vengono rispettate. C’è poi generalmente una grande attenzione al proprio spazio vitale: per questo una persona su sei, in tutto il mondo, litiga quando l’altra persona invade il proprio spazio. La stessa divisione degli spazi può diventare fonte di stress e scontri, ma per il 42% degli intervistati la rabbia viene soffocata in uno sbuffo annoiato, perché non riesce a rivendicarlo. 

MAXI STUDIO IDEA: DOVE E PER COSA SI LITIGA A CASA

Le case sono cambiate nel tempo: sono diventate più piccole, ma contengono sempre più oggetti. L’ordine di qualcuno allora può finire dove comincia il disordine dell’altro: questo aspetto fa litigare metà degli intervistati da Ikea per il “Life at Home Report”. Quattro persone su dieci affermano di vivere con cose che odiano ma di non poterle buttare perché appartengono ad altre persone, mentre il 19% ammette di aver buttato via qualcosa che appartiene alla persona con cui si vive, senza però dirglielo. Queste sono però le persone che lo fanno con un certo imbarazzo, perché uno su dieci invece non si fa scrupoli, anzi a volte è uno stratagemma per far infastidire l’altra persona. I “buttatori seriali” prevalgono in Asia, mentre scarseggiano in Germania, Giappone e Danimarca, dove si è più tolleranti su questo aspetto. In Italia il 49% ammette di aver buttato via oggetti di altri: spiccano i milanesi, che non badano ai sentimentalismi, visto il loro 62%. E allora un italiano su dieci arriva a nascondere i propri oggetti per evitare che siano usato o toccati da altre persone. «Il Life at Home Report rappresenta uno strumento importante per capire ed interpretare le esigenze, i bisogni e i sogni delle persone. Uno strumento indispensabile per migliorare la vita quotidiana, di cui la casa gioca un ruolo da protagonista», ha commentato Belén Frau, amministratrice delegata di IKEA Italia.

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