San Carlo/ Santo del giorno, il 4 novembre si celebra san Carlo Borromeo: il nipote del Papa

- La Redazione

Il 4 novembre si celebra San Carlo Borromeo, vescovo di Milano dal 1563. Quando la città fu colpita dalla peste San Carlo fu molto attivo nell’aiutare la popolazione. Morì nel 1584.

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Nel giorno in cui la Chiesa cattolica celebra San Carlo Borromeo quanti di voi sono a conoscenza del fatto che l’ex vescovo di Milano fosse il nipote del Papa? Ad ordinare vescovo Carlo, infatti, fu lo zio materno Gianangelo de’ Medici, passato alla storia come Pio IV. Un particolare caso di nepotismo, che per la Chiesa ebbe però effetti sicuramente positivi. Si dà il caso, infatti, che Carlo venga tuttora ricordato come l’uomo che convinse il Papa a riconvocare il Concilio di Trento sospeso nel 1555, sempre lui a svolgere dietro le quinte il ruolo di organizzatore e ispiratore. A Carlo Borromeo si deve anche un cambio radicale nella condotta degli uomini di chiesa: se in un primo momento l’originario del Lago Maggiore era solito dare vita a sfarzosi ricevimenti a Roma per dare lustro ai suoi nobili natali, dopo la morte del fratello Federico interpretò il tutto come un segnale divino. Ecco che allora il suo atteggiamento mutò sensibilmente, tanto da portare lo zio, il Papa, a sgridarlo per l’eccessivo zelo ascetico. Una critica che durò poco, se è vero che alla lunga fu Pio IV ad adattarsi al nuovo modus operandi e vivendi del nipote. (agg. di Dario D’Angelo)

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LA STORIA DI SAN CARLO BORROMEO

Nella giornata del 4 novembre si ricorda San Carlo Borromeo, vescovo di Milano. Questo personaggio che è tra i più noti nella storia del cristianesimo ebbe una vita relativamente breve, ma ha lasciato un segno indelebile grazie alla intensa attività pastorale e al suo stile di vita votato alla povertà e alla condivisione. Il suo nome è tra i più importanti in assoluto per quanto riguarda le personalità che portarono avanti i principi sanciti dal Concilio di Trento. Da un punto di vista prettamente biografico, va detto che San Carlo Borromeo venne alla luce nel 1538, nei pressi del Lago Maggiore, da famiglia appartenente all’alta nobiltà lombarda dell’epoca. In quel periodo i secondogeniti delle famiglie nobili erano destinati alla vita clericale e per lui non vi fu eccezione, tanto che a soli 12 anni venne tonsurato. Tuttavia San Carlo Borromeo ritenne che quella fosse la sua strada a prescindere da quelle che erano state le volontà paterne e nei suoi studi a Pavia fu uno dei migliori del proprio corso. Le sue grandi doti intellettuali e spirituali non passarono inosservate, tanto che a soli 22 anni venne chiamato a Roma e ordinato cardinale. Tuttavia il suo interesse principale rimase lo studio, in particolare quello della teologia, tanto che arrivò a fondare una Accademia. Successivamente venne scelto per partecipare al Concilio di Trento e il suo contributo fu determinate specialmente nel mettere nero su bianco le conclusioni a cui il Concilio di Trento giunse.

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SAN CARLO VESCOVO DI MILANO

Il 1562 fu un anno decisamente complicato per la morte del fratello maggiore: dopo questo evento San Carlo Borromeo aveva infatti la possibilità di fare rientro in famiglia e prenderne le redini. Tuttavia dopo attenta riflessione, si rese conto di voler continuare il proprio percorso nella Chiesa e un anno dopo arrivò la nomina a Vescovo di Milano. La sua diocesi era una delle più estese in assoluto, ma San Carlo Borromeo volle visitarla tutta, palmo a palmo, per sincerarsi delle condizioni di vita dei fedeli e dello stato del clero lombardo. Il suo apporto, spirituale e materiale, risultò decisivo per l’apertura di diverse strutture quali ospedali e luoghi per garantire un tetto ai meno abbienti. Dedicò gran parte del proprio tempo anche a riportare l’ordine nei conventi e al lottare contro i signorotti locali, che pensavano di poter disporre della Chiesa a proprio piacimento. Questo suo impegno lo condusse a volte anche a rischiare la vita, ma San Carlo Borromeo non si fermò mai davanti a nulla. Nel 1576 Milano fu colpita dall’epidemia di peste e San Carlo Borromeo fu tra i più attivi nell’aiutare materialmente la popolazione della propria diocesi, dimostrando di non avere alcuna paura di poter rimanere contagiato e quindi perdere la vita. Ed effettivamente non fu la peste a porre fine alla sua vita terrena. San Carlo Borromeo infatti visse fino al 1584, continuando la propria incessante attività come vescovo della diocesi di Milano. A soli 46 anni, probabilmente anche per tutti gli anni precedenti spesi senza sosta al servizio dei più deboli e della Chiesa, la morte lo colse in seguito a una violenta febbre.

La città che più di tutte è legata a questa figura è ovviamente Milano, che ad esso dedica la giornata del 4 novembre, ricordandolo come uno dei personaggi più importanti della storia della cristianità milanese e lombarda.

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