GERMANO SPARAGNINI/ Il medium che ha aiutato nei gialli da Yara a Guerrina: “come avvengono le mie visioni”

- Emanuela Longo

Germano Sparagnini, chi è il medium che aiuta gli inquirenti nei casi di cronaca più celebri: ecco come avvengono le sue visioni, da quando sono iniziate e cosa prova.

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Yara Gambirasio

Nei casi di cronaca, dalle scomparse ai delitti misteriosi, anche in Italia sono iniziati ad entrare sempre più i cosiddetti sensitivi che con il loro “dono” hanno tentato di dare un contributo importante alle indagini. Tra i nomi più o meno celebri c’è anche quello di Germano Sparagnini, 56enne di Sant’Angelo in Vado in provincia di Pesaro. Le sue visioni hanno avuto un ruolo molto importante nell’ambito delle indagini sui gialli di Yara Gambirasio, Elena Ceste e Guerrina Piscaglia. L’ultimo suo contributo ha permesso il ritrovamento del cadavere di Ennio Raponi, un anziano morto ad Ancona. Dopo essersi lasciato alle spalle il suo lavoro in una maglieria, oggi Germano è molto legato al bosco, taglia la legna, fa giardinaggio e ama immergersi nella natura, dove forse trova pace dopo le visioni che spesso lo raggiungono e che nella maggior parte dei casi non sono del tutto positive. Il 56enne non ama farsi definire sensitivo o medium, preferisce semplicemente Germano. “Non conosco esattamente il significato di queste parole. Sono un contadino. Ma se proprio vogliamo, mi si addice di più il termine medium”, ha commentato nel corso di una intervista al quotidiano Il Resto del Carlino. Il suo dono è emerso sin da quando era bambino. Avrà avuto circa 10 anni quando, ricorda, “mi trovavo col babbo quando gli dissi: dietro alla pala d’altare della chiesa San Donato c’è una cosa molto bella da scoprire”. Quindici anni fa, la pala fu tolta per essere ristrutturata e solo allora fu scoperto un affresco del Trecento raffigurante un crocifisso, la Maddalena, San Donato e San Giovanni Battista.

LE SUE VISIONI E LA DEVOZIONE ALLA BEATA MARGHERITA DELLA METOLA

Ma Germano Sparagnini non vede solo le “cose brutte”. Quindi racconta di quanto avvenne con due signore di Sant’Angelo in Vado le quali non riuscivano a diventare madri: “Un giorno ho detto a ciascuna: avrai un figlio, maschio, e adesso entrambe hanno un maschio”, racconta. Dopo i risultati avuti dalle sue visioni, il 56enne non si vergogna più ma anzi è in prima linea nel dare una mano alle forze dell’ordine. “A volte parlo con i carabinieri di Arezzo o il maresciallo di Sant’Angelo in Vado e gli dico che vorrei seguire quel determinato caso”, rivela. In altre parole si offre volontario partecipando alle ricerche. “È come se avessi fatto un voto. Mi sento chiamato e devo partecipare, altrimenti non sono a posto con me stesso”, dice, chiarendo di sentire il desiderio di dare una mano ai parenti di chi magari non c’è più, ovviamente senza chiedere soldi in cambio. Lui si dice molto devoto alla beata Margherita della Metola, nata storpia e cieca. “I ciechi hanno un sesto senso”, dice Germano, le cui visioni si realizzano soprattutto il 13 aprile, nell’anniversario della morte della beata e il giorno di Natale: “Il 13 di ogni mese, il 13 aprile e il giorno di Natale, dunque. Faccio riferimento a lei, e lei mi aiuta”. Ma cosa avviene durante le sue visioni? Il sensitivo ammette di non vedere gli spiriti ma la sensazione è quella di conoscere una lingua sconosciuta a tutti.

I CASI DI NERA PIÙ CELEBRI AI QUALI HA COLLABORATO

Tutto parte dalle visioni delle foto degli scomparsi, tramite le trasmissioni tv o i giornali. “Se avverto delle sensazioni, dei flash, ho bisogno poi di spostarmi e andare sul posto per leggerle più nitidamente”, spiega Germano. Così è successo per l’ultimo caso di Ancona, del quale il 56enne spiega di aver avuto la sensazione che l’uomo fosse vicino casa, forse intrappolato. E così anche per Guerrina Piscaglia, della quale Germano è certo della morte, tanto da aver visto un doppio decesso, “E infatti, anche se Guerrina non verrà mai ritrovata, abbiamo rinvenuto un corpo dentro un ossario”, rivela. A farlo uscire allo scoperto è stato però il caso di Yara Gambirasio. “Era la vigilia del Natale 2010. Se non avessi chiamato i carabinieri dicendo quello che ‘leggevo’ di lei, tramite le visioni… il giorno dopo mi sarei vergognato ad entrare in chiesa”, racconta. Giunto sul posto del ritrovamento del corpo della 13enne, la vide “supina in un campo”. Il miglior lavoro svolto è stato però con il giallo di Elena Ceste: “Ho detto che prima di scavare, i ragazzini dovevano essere a scuola e poi a casa dei nonni”.

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