Nicole Lelli/ Uccisa dall’ex: la madre alla vigilia dell’Appello, “Ho paura che la pena si abbassi”

- Emanuela Longo

Nicole Lelli, uccisa dall’ex a colpi di pistola: domani inizia il processo d’Appello a carico del cubano Yoandris Medina Nunez già condannato a 20 anni. L’appello della madre.

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Nicole Lelli

Sono passati due anni dall’omicidio di Nicole Lelli, la giovane 22enne romana uccisa dall’ex, Yoandris Medina Nunez, 24enne di nazionalità cubana. Dopo il processo di primo grado che lo ha condannato a 20 anni di reclusione grazie alla scelta del rito abbreviato, domani prenderà il via il processo d’appello a carico dell’uomo. Tutto ha inizio il 16 novembre del 2015 quando, dopo aver chiesto l’annullamento del matrimonio e aver pregato il suo ex di lasciarla in pace, Nicole decise di concedergli un ultimo chiarimento che però le fu fatale. La giovane fu uccisa con una Beretta calibro 7.65. Dopo qualche ora da quel delitto il cubano si consegnò alla polizia sostenendo: “Ho ucciso mia moglie. Mi tradiva, a Cuba si fa così”. Quel colpo di fulmine mai di fatto condiviso dai genitori di Nicole, alla fine si è trasformato in un incubo dal quale papà Giovanni, autista e mamma Maria Grazia, insegnante oggi non riescono più ad uscirne. I due si erano innamorati e senza pensarci due volte erano partite alla volta di Cuba dove avevano convissuto convolando a nozze. Un “gioco” per Nicole, anche alla luce del matrimonio non riconosciuto in Italia. Per Yoandris, di contro, quelle nozze rappresentavano qualcosa di molto più serio, tanto da farle convalidare ad insaputa della ragazza presso l’ambasciata italiana. Dopo aver appreso quanto accaduto alle sue spalle, Nicole ne chiede l’annullamento e torna a Roma dove riprende la sua vita di sempre, ma qui, come riporta Fanpage, sarà raggiunta da Medina Nunez con la speranza di convincerla a tornare da lui. Sprovvisto di visto, il 24enne si procura in modo illegale un’arma e pretende un ultimo chiarimento con la giovane, che però finirà in tragedia.

L’APPELLO DELLA MADRE E LA LOTTA PER TUTTE LE DONNE

I guai per il cubano sono molteplici, oltre al reato di omicidio volontario, per il quale sceglie il rito abbreviato, gli vengono contestati anche il possesso di arma illegale, la presenza in Italia con un visto scaduto e la falsificazione del certificato di matrimonio all’ambasciata italiana. Nel corso del processo di primo grado il pm Edoardo De Santis chiede l’ergastolo, ovvero il massimo della pena. La sentenza arriva il primo dicembre dello scorso anno, ma il giudice lo condanna a 20 anni di reclusione, facendo cadere le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà e riconoscendo le attenuanti generiche. La delusione per i familiari di Nicole Lelli è stata fortissima ma oggi tornano a chiedere giustizia, in vista del processo di secondo grado che prenderà il via nella giornata di domani. La mamma della ragazza uccisa, ennesima vittima di femminicidio, è intervenuta questa mattina nel corso della trasmissione Storie Italiane, su RaiUno: “Domani c’è l’Appello infatti sono molto tesa e ho paura che la pena si abbassi”. Timori più che giustificati, quelli esposti dalla donna, conscia di non poter più riavere indietro l’amata figlia. “Io mi sto facendo coraggio non solo per Nicole ma per tutte le donne, perché i giudice penso che dovrebbero mettersi un pochino la mano sulla coscienza”, ha aggiunto, tra gli applausi del pubblico. “Penso che la pena per queste persone, se fosse veramente alta, un uomo ci penserebbe 20 o 30 volte prima di agire”, ha chiosato.



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