SANT’EMILIANO/ Santo del giorno, il 6 novembre si celebra il vescovo irlandese

- La Redazione

Il 6 novembre si ricorda Sant’Emiliano, monaco e vescovo irlandese. Raggiunse la Romagna durante il viaggio di ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Morì nei pressi di Faenza.

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Sant'Emiliano, 6 novembre
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LA STORIA DEL SANTO

Sant’Emiliano è un monaco irlandese che nacque appunto in patria ma di cui si conosce ben poco. La sua gioventù, infatti, resta tutt’ora oggi un mistero per i fedeli visto che le testimonianze e le diverse fonti storiche, col passare del tempo, vennero completamente perdute, lasciando dunque diversi vuoti nella ricostruzione della sua vita prima che egli divenne monaco. I primi documenti storici risalgono alla sua vita di monaco dei primi anni: Emiliano, infatti, fece tutto quello che poté per fare in modo che il culto religioso si divulgasse nell’Irlanda del VIII secolo, realizzando diversi monasteri nella sua patria. Essendo l’Irlanda priva di grandi oppressori e di opponenti al culto religioso, egli ebbe quasi la strada spianata, ovvero ebbe la possibilità di portare al termine la sua missione, istruendo i giovani monaci ad una vita fatta di preghiere, penitenze per i peccati commessi sia prima che durante la vita religiosa ed ovviamente insegnando loro il vero valore delle diverse parole contenute nel Vangelo. Ma per Emiliano tutte queste opere sembravano essere poche, visto che il monaco decise anche di effettuare delle opere di conversione della popolazione affinché la religiosità di quel paese, fino a ora caratterizzato in prevalenza da pagani, potesse raggiungere dei nuovi livelli, ovvero la maggior parte della stessa popolazione irlandese si convertisse al culto religioso cristiano. Durante la sua vita Emiliano condusse uno stile molto modesto e tentò anche di convertire i vari popoli barbari, prevalentemente germanici, ad una vita cristiana caratterizzata appunto dalle diverse penitenze, ritenute dallo stesso Emiliano necessarie.

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IL PELLEGRINAGGIO A ROMA

Emiliano decise anche di recarsi a Roma per venerare il luogo dove gli Apostoli di Gesù erano sepolti ma, durante questo viaggio che avvenne attorno al 740, il vescovo monaco irlandese si ammalò gravemente di una malattia che, lentamente, lo condusse alla morte. Durante quel periodo continuava a pregare affinché la sua anima potesse essere salvata dal Signore: secondo alcuni racconti Emiliano non smise un attimo di pregare, spirando lentamente senza patire per il dolore causatogli dalla malattia. Dopo la sua morte la città di Faenza fu oggetto di una lunga guerra che vide i Longobardi riuscire a conquistare la stessa città. Le reliquie del Santo, dopo diverso tempo, vennero ritrovate dai suoi fedeli, che riuscirono nell’intento di riportarle nel monastero dove egli visse. 

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