MAMMA INSULTATA E PICCHIATA/ Non ha soldi per fare il regalo alla maestra della figlia

- Paolo Vites

Una mamma straniera che vive in Italia da quindici anni non ha potuto partecipare alla colletta per un regalo alla maestra della figlia. E’ stata insultata e molestata dalle altre mamme

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Ragazza violentata (foto: Pixabay)

Quando si legge che gli italiani non sono razzisti, verrebbe voglia di pubblicare in tutte le strade sui muri storie come questa. E’ vero, non sono razzisti, sono peggio. E’ quanto si deduce da una storia raccontata in prima persona sul sito del quotidiano Gazzetta del Sud, accaduta a Cosenza, dove una madre single di colore non ha partecipato alla raccolta di soldi per un regalo da farsi alla maestra della classe frequentata dalla figlia. La reazione che l’ha colpita è stata tale che ha dovuto rivolgersi alla polizia. Quando ha “osato” dire che non poteva dpermettersi di are alcunché, dice, le altre mamme hanno reagito furiosamente coprendola di insulti, qualcuno anche prendendola a spintonate e, pare, a pizzicotti sulle braccia. Una rabbia atavica, si direbbe, per la diversità razziale della donna, vista come una nemica, qualcuna che viene qua a sfruttare le nostre scuole, i nostri ospedali, i nostri “diritti”. E allora la rabbia esplode: “Mi hanno chiamata brutta straniera, morta di fame, mi hanno detto di non dimenticare dove mi trovo e di tornare da dove sono venuta”.

Inutile cercare di giustificarsi come lei ha tentato (non avrebbe neanche dovuto giustificarsi, comunque) spiegando che aveva delle difficoltà, che aveva avuto problemi di salute. Le hanno risposto che neanche loro hanno soldi ma fanno salti mortali per occasioni come queste. Adesso, dice, “sono preoccupata per mia figlia, mi rendo conto della realtà che vivo, di ciò che può succedere”. Ma non ha voluto subire in silenzio, ha chiesto alla polizia di occuparsi del caso. “L’omertà fa tacere le cose cattive, è come un tumore” dice ancora. In Italia da ben quindici anni, la donna vive con lavoretti saltuari, senza un marito: “Io e mia figlia sopravviviamo” dice. In mano, si legge nell’articolo, la donna tiene un disegnino fatto dalla figlia mentre assisteva alla sua mamma insultata, un trauma che potrebbe segnarla per sempre. Ma forse ha imparato che la dignità vale più della vigliaccheria. Quella di certe mamme indegne di essere tali. In un mondo giusto, cioè non questo, quelle mamme avrebbero dovuto fare a gara per dare loro i soldi che lei non poteva permettersi.

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