STRAGE A LAS VEGAS/ Prete cattolico benedice la stanza del killer: “una forza mi spingeva via”

- Paolo Vites

La direzione dell’albergo che affittò la doppia camera all’autore della strage di Las Vegas non vuole più dare a nessuno quella stanza, ma un sacerdote l’ha benedetta

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La strage di Las Vegas

Non è una scena da film horror, tipo L’esorcista, film dove si usa e abusa del grande mistero dei sacerdoti esorcisti, anche perché il sacerdote in questione non fa parte di quella categoria. E’ invece un prete che opera nell’ambito del circuito degli alberghi ed è direttore di Unite Here, l’ufficio per le politiche di immigrazione, chiamato di volta in volta a benedire alberghi e centri di migranti. Padre Clete Kiley, originario di Chicago. Nei giorni scorsi si trovava a Las Vegas per via del suo impegno nel settore alberghiero quando, saputo che era in città, il direttore dell’oggi tristemente famoso Mandala Bay Risort gli ha chiesto un servizio speciale. Si tratta dell’albergo da cui circa un mese fa Stephen Paddock mise in atto la terribile strage di spettatori, 58, che stavano assistendo a un concerto sottostante. La stanza dove il killer aveva agito, è stata recentemente ridata all’albergo dopo che l’Fbi ha concluso le sue indagini. Il manager dell’albergo ha contattato il sacerdote chiedendogli se poteva benedire la stanza usata da Paddock: padre Kiley ha accettato e con dell’acqua santa e un ramo di ulivo è entrato, recitando la preghiera a San MIchele Arcangelo che inizia così: “Difendici nella battaglia. Sii nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo”.

Ma aperta la stanza, ha raccontato poi, ha sentito una forza indescrivibile che cercava di impedirgli di entrare, si è sentito spinto all’indietro e ha sentito come una voce che gli diceva di non entrare. Si è fatto forza e una volta entrato ha invocato lo Spirito Santo per liberarla dal male, dopo di che tutte le sensazioni di orrore che aveva provato sono scomparse. La stessa sensazione di conforto hanno sentito i membri dello staff dell’albergo che da quel giorno vivevano con disagio la loro presenza nell’albergo, hanno detto. “Molte persone hanno ringraziato Dio. Ho visto tutta la questione come parte di un processo di guarigione. Una piccola parte del processo di guarigione” ha raccontato il sacerdote. In ogni caso al momento la direzione dell’hotel ha deciso che la stanza del killer non sarà data in affitto: “È stata una tragedia terribile perpetrata da un uomo malvagio. Non abbiamo intenzione di affittare quella stanza”.

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