STRAGE IN TEXAS/ Da dove viene la durezza di un cuore che conta i morti e passa oltre?

- Luca Zoia

26 le vittime della strage a Sutherland Springs in Texas. Il movente non è di natura religiosa. Il killer, David Kelley, si è sparato. Ma negli Usa di tutto questo non si parla. LUCA ZOIA

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Negli Usa dopo una strage (LaPresse)

Caro direttore,
non sarà certo questo evento tragico, un massacro di innocenti, avvenuto nel Texas rurale, a cambiare la cultura di questo paese in fatto di possesso e uso di armi. A parte alcuni giornali, tipicamente liberal — forse solo per calcolo politico: ogni cosa, alla bisogna, è utile per andare contro Trump — la notizia è già passata in secondo piano rispetto a quello che sta succedendo in America e nel resto del mondo e di sicuro il paese non è sotto choc per questa sparatoria. Sono certo che andando al lavoro nessuno dei miei colleghi parlerà di questo evento e di sicuro ci saranno altre cose di cui parlare. Ovvio: ci sono state letteralmente centinaia di sparatorie con tantissimi morti — qui le chiamano mass shootings — tra il 2000 e il 2017 e anche se ogni volta è ripartito il dibattito sul controllo delle armi, non è mai cambiato niente. Perché dovrebbe cambiare ora? Sarebbe come se, pensando all’Italia, si aprisse un dibatto serio sulle morti “stradali” causate dagli incidenti che ogni anno mietono migliaia di vittime: c’è qualcuno a cui veramente interessa? C’è qualcuno disposto a leggi più restrittive? A controlli sulla velocità più stringenti? Penso proprio di no. E così, se consideriamo poi che negli Stati Uniti il numero annuale di morti da arma da fuoco è nell’ordine delle decine di migliaia (38mila nel 2016), capiamo che il dibattito su questo evento — nell’approccio pragmatico, tipicamente americano, alle cose — è praticamente inutile. 

Il punto però non sono i numeri o i paragoni, ma capire che anche questo evento tragico, in questo mondo globalizzato in cui le informazioni viaggiano alla velocità della luce, ha a che fare con la vita di ognuno. Ecco: perché succedono queste cose? Perché dei cristiani vengono uccisi mentre sono in chiesa a pregare? Cosa ha mosso l’assalitore? Perché tutta questa violenza?

L’impressione è che, forzando il dibattito su una legge, si pensi solo ad una normativa che, per la durezza del nostro cuore e per non infastidirci troppo,  se ne occupi senza tante storie, tagliando alla radice ogni discussione. Dopotutto la vita, ma sopratutto il business, devono andare avanti. 

Mi tornano alla mente le parole della Scrittura che ricordano che il cuore dell’uomo è un abisso: chi lo può scandagliare?

Siamo noi la sorgente del nostro male, e l’unica cosa che ci resta fare, confidando nella Misericordia, è pregare per queste vittime innocenti. Purtroppo però la misericordia sembra ormai essere completamente sparita. Sarà per questo che Dio consente queste cose? Per ricordarcelo? 

Un saluto da Raleigh, NC.

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