60 ragazzine su WhatsApp/ Modena, foto nude in Rete: ora piangono, “abbiamo sbagliato, non dormiamo più”

- Niccolò Magnani

Sessanta ragazzine nude su WhatsApp: Modena, liceali minori scattano foto hot nella chat “intima” ma vengono tradite e le immagini diffuse sul web. L’incubo pedofilia ritorna

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Il caso è letteralmente esploso nelle ultime ore: parte tutto da Modena dove un gruppo cospicuo di ragazzine liceali dell’Emilia ha deciso bene di scatenarsi su una chat, quasi un “diario” intimo collettivo in cui pose, ammiccamenti osé e scatti hot provocanti le vedevano protagoniste da settimane. Si fotografano con l’insana voglia di “fare le grandi” (come se tra l’altro fotografarsi nude e in maniera provocante sia un segno di maturità, ma questa è un’altra storia…) e ora però piombano nell’incubo pedofilia: bene, riavvolgiamo il nastro e proviamo a capirci qualcosa. Il Resto del Carlino pubblica la clamorosa storia avvenuta tra Modena e Reggio Emilia, dove alcune ragazzine poco più che bambine giocano a fare le sexy alunne, sono circa 60: tutte adolescenti iscritte alle scuole superiori di Modena (alcune anche reggiane) che da quest’estate intasano la chat con le loro immagini. Doveva rimanere un diario intimo ma si è trasformato in un archivio a cielo aperto per volontà morbosa e criminale di qualche ragazzo, amico o compagno di scuola, che ha pensato bene di approfittarsi dopo che qualcuna di loro forse ha mangiato la foglia. « qualcuna ha tradito la fiducia del gruppo, e passato tutto quel materiale a qualche amico o fidanzatino, che lo ha catalogato sul proprio computer in cartelle, con nome e cognome di ognuna delle ragazze. E quelle foto hanno cominciato a circolare tra i ragazzi, nei giorni scorsi, di una scuola modenese, su WhatsApp. Le giovani lo vengono a sapere e fanno qualche verifica: scoprono anche che tutte quelle immagini sono state pubblicate su Internet, suddivise in cartelle con nomi e cognomi», si legge sul Resto del Carlino.

L’INCUBO PEDOFILIA

Paura, incubo, vergogna e timore per quanto ora potrebbe succedere con quelle foto divenute oggetto dell’immensa e infinita Rete di internet. «Ho capito di aver fatto una leggerezza. Ora non dormo, non dormiamo più», spiega una 17enne all’associazione anti-pedofilia “La caramella buona”, chiamata in causa da un amico (forse l’unica mente salda in questa triste vicenda) che preoccupato per il possibile rischio pedo-pornografia ha contattato l’associazione che da anni cura l’interesse delle vittime di pedofilia. «La rete è setacciata da pedofili e maniaci in cerca di immagini di bambini e ragazzini che non esitano a scaricare, scambiarsi e vendere», spiega presidente Roberto Mirabile che ha poi avvisato la polizia postale per denunciare il tutto alle autorità competenti. «Sono riconoscibili e rischiano di essere contattate e ricattate da gente senza scrupoli. Meglio prendersi una sgridata dai genitori e magari qualche sonora punizione, ma coinvolgere la polizia per l’avvio di indagini e accorgimenti che possano tutelarle», conclude Mirabile. Le foto senza veli sono ancora lì, in alcune si leggono frasi provocatorie e non degne di nessuna donna, figuriamoci di una ragazza che ha provato a “fare la grande” ma si è scontrata con la dura e ineludibile realtà.



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