IL SOCCORSO È LENTO/ Massacrato a calci e pugni l’operatore del 118

- Dario D'Angelo

Autista 118 aggredito: a Taranto, è stato scaraventato a terra e preso a calci e pugni durante le operazioni di soccorso ad una 13enne rimasta coinvolta in un incidente. 

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Immagine di repertorio

Preso a calci e pugni durante un intervento di soccorso: è la sorte capitata sabato scorso all’autista di un ambulanza del 118 a Taranto. Come riportato da cronacasocial.com, gli operatori sanitari erano stati chiamati per un intervento in via Macchiavelli, dove una ragazzina di 13 anni era rimasta coinvolta in un incidente stradale. Presa visione della situazione, i sanitari hanno iniziato a prestare le prime cure sul posto e a consultarsi su quale fosse la procedura migliore da attivare per mettere in sicurezza la giovane, che a prima vista sembrava presentare un trauma cranico e diverse ferite e fratture. Il dilungarsi dell’attesa, a detta dello staff sanitario, ha fatto perdere la testa ad alcune persone presenti sul luogo dell’incidente tra cui, pare, anche alcuni familiari della bambina che ne chiedevano insistentemente l’immediato trasporto in ospedale, in seguito effettivamente avvenuto. Questi, dinanzi ai tentativi dell’autista del 118 di riportare la calma, hanno risposto scaraventandolo a terra prendendolo a calci e pugni. L’uomo, da quel che si apprende, è stato a sua volta soccorso in ospedale e ha sporto denuncia ai carabinieri. 

LA VERSIONE DELL’ASL

Un episodio spiacevole quello verificatosi a Taranto, dove un autista del 118 è stato aggredito brutalmente durante un intervento di soccorso. L’Asl ha ricostruito l’accaduto attraverso un comunicato:”Il team intervenuto, composto da una dottoressa, un’infermiera e un autista soccorritore, come da specifico protocollo internazionale, agendo con la massima professionalità nelle modalità più opportune nell’esclusivo interesse dell’infortunata e della sua salute, prestava le prime cure sul posto, per trasportarla solo in un secondo momento, in tutta sicurezza, al Pronto Soccorso. Tale modalità di intervento, tuttavia, provocava un’incontrollata ed assolutamente inopportuna reazione da parte di alcune persone presenti, tra cui, pare, anche familiari della ragazza: la piccola folla presente prima investiva gli operatori del 118 con una raffica di invettive, poi aggrediva fisicamente l’autista-soccorritore, intento ad invitare tutti alla calma, che veniva spinto e fatto cadere a terra, e qui preso ripetutamente a calci e pugni alla testa e al torace, mentre la dottoressa veniva minacciata di morte“. L’accaduto è stato stigmatizzato anche dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, aggiornato costantemente dal Direttore Generale dell’Asl di Taranto sull’evolversi della situazione, e in particolare sulle condizioni di salute delle persone coinvolte. Per la 13enne, intanto, la prognosi è di 30 giorni. 



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