RAPINA CON SEQUESTRO A SEREGNO/ Dodici persone in ostaggio e maxi bottino: malviventi arrestati

- Emanuela Longo

Rapina con sequestro a Seregno: tre impiegate e nove clienti presi in ostaggio, i tre malviventi hanno percepito un maxi bottino prima della fuga ma sono stati arrestati.

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Carabinieri (LaPresse)

Se per molti il ritorno al lavoro di lunedì rappresenta un dramma, nulla può essere paragonabile alla mattinata da incubo vissuta dalle dipendenti di un ufficio amministrativo di una società contabile a Seregno, nel quartiere San Salvatore. A riferire quanto avvenuto nei giorni scorsi è stato il quotidiano Il Giorno dell’edizione online, il quale ha ripercorso le tappe di quella che sarebbe dovuta essere una mattina di lavoro qualunque ma che avrebbe poi preso sin dal principio una piega del tutto inedita. Tutto ha preso il via alle 8:00 del mattino, quando tre pericolosi rapinatori appena usciti dal carcere hanno atteso l’arrivo delle impiegate in ufficio. Volto coperto da passamontagna, guanti alle mani e armati fino ai denti, i tre malviventi – uno dei quali anni fa era stato coinvolto in un conflitto a fuoco nel quale era rimasta uccisa una guardia giurata – hanno sorpreso le tre impiegate, puntando loro la pistola contro e intimandole ad obbedire ai loro ordini, “altrimenti vi uccidiamo”. Il clima di terrore ha così indotto le tre malcapitate ad eseguire tutto ciò che veniva loro detto e nonostante la paura hanno tentato di mantenere la calma ricevendo i loro clienti con un sorriso. Questi ultimi, ignari di ciò che stava per accadere, dopo aver avuto accesso negli uffici per la consegna degli incassi si sono ritrovati anche loro faccia a faccia con i malviventi senza scrupoli che con tanto di pistola puntata li obbligavano a consegnare il denaro.

I TRE BANDITI TRADITI DAL FURGONE E DALLE INTERCETTAZIONI

Sono state in tutto dodici le persone prese in ostaggio dai tre banditi pericolosi, tra cui tre impiegate e nove clienti. Il modus operanti è stato quello tipico dei classici rapinatori esperti: si facevano consegnare l’incasso, poi legavano mani e piedi con del nastro adesivo i malcapitati, quindi li rinchiudevano in due ripostigli dell’ufficio di Seregno, suddividendo gli ostaggi per uomini e donne. L’incubo è andato avanti per ore, fino a quanto i malviventi sono riusciti a racimolare un maxi bottino del valore di 41 mila euro prima di darsi alla fuga. Solo intorno alle 11:30 uno degli ostaggi è riuscito a liberarsi prendendo a calci la parete in cartongesso e dando l’allarme. Al loro arrivo i Carabinieri avrebbero provveduto a liberare gli altri prigionieri avviando prontamente le indagini. In poche ore, grazie ad un grande dispiegamento di forze, gli uomini dell’Arma sono riusciti a scoprire il nascondiglio dei malviventi, precisamente a Lissone in una delle abitazioni dei tre, Al momento dell’irruzione dei Carabinieri era in corso una discussione proprio sul modo in cui spartirsi il bottino. A tradirli il furgone bianco usato per il colpo e che era stato rubato qualche giorno prima in Albania, oltre alle intercettazioni telefoniche e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza.



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