TRIFONE E TERESA/ Ergastolo per Giosuè Ruotolo: madre di Ragone, “ho provato pena per lui”

- Emanuela Longo

Trifone e Teresa, ultime notizie: ergastolo per Giosuè Ruotolo, al termine del processo di primo grado e due anni di isolamento diurno. Il commento a caldo dei genitori delle vittime.

giosue_ruotolo_rosaria_patrone_01_facebook_2015
Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone, Facebook

Non è mancata ovviamente anche la reazione a caldo della madre del militare pugliese ucciso brutalmente, dopo la sentenza di condanna all’ergastolo a carico di Giosuè Ruotolo. Su di lui, ormai, la donna non provava alcun dubbio, certa che fosse stato proprio l’ex militare 28enne a premere più volte il grilletto, freddando il figlio Trifone e la sua fidanzata Teresa. “Prima della lettura della sentenza avevo chiesto a Dio di darmi la forza di perdonarlo e mentre usciva dall’aula ho provato pena. Il Signore mi ha accontentato, mi ha fatto perdonare”, così ha commentato ad Askanews nel pomeriggio di oggi, subito dopo la decisione dei giudici della Corte d’Assise di Udine. Eleonora Ferrante, madre di Ragone, ha ammesso come nei mesi scorsi avesse smesso di pensare a Ruotolo. “Ero certa che avesse ucciso Trifone e Teresa ma non provavo più odio”, ha ammesso. Ora, dopo l’attesa condanna, finalmente potrà godere di un po’ di serenità, quella che per molti mesi le è stata tolta. “Noi conoscevamo la verità, ma avevamo dubbi sull’esito”, ha rivelato. Ora, invece, può dorsi tranquilla del fatto che almeno giustizia umana sia stata fatta. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL COMMENTO A CALDO DELLA MADRE DI TERESA

La pronuncia della sentenza di condanna all’ergastolo a carico di Giosuè Ruotolo ha fatto tirare un sospiro di sollievo alle famiglie delle due vittime, Trifone e Teresa, sebbene il dolore per i genitori, presenti in aula oggi a Udine, sia incolmabile. A commentare a caldo la decisione della Corte d’Assise, come riporta Norbaonline sono stati i genitori della Costanza, la giovane siciliana considerata dall’accusa la “testimone scomoda” dell’intera vicenda. “Abbiamo avuto giustizia ma nostra figlia non tornerà mai. Non avremo mai pace. Un ergastolo non potrà mai lenire il nostro dolore”, hanno detto dopo la sentenza. Nonostante questo, però, la famiglia di Teresa ora sa finalmente cosa è successo realmente alla propria figlia. “E un assassino è in carcere”, hanno commentato. Con un filo di voce papà Rosario e mamma Carmelina hanno quindi voluto ringraziare le istituzioni. Il ricordo della giovane siciliana resta però fortissimo. “Ho sempre l’immagine di Teresa davanti a me. La sento sempre vicina Teresa e Trifone erano qui con me. Li avevo qua”, ha chiosato la madre mentre stringeva tra le mani una foto e dicendosi serena sin da questa mattina per l’esito che poi, di fatti, ha confermato in toto le richieste del pm. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ARRIVA LA SENTENZA DI CONDANNA

Era attesa nel primo pomeriggio di oggi la sentenza della Corte d’Assise di Udine sul duplice delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza, al termine di un lungo processo di primo grado che ha visto alla sbarra Giosuè Ruotolo. E così è stato: l’ex militare 28enne di Somma Vesuviana, ex amico e coinquilino di Trifone è stato condannato alla pena dell’ergastolo con due anni di isolamento diurno, esattamente come richiesto lo scorso 20 ottobre dal pubblico ministero Pier Umberto Vallerin, richiesta giunta al termine dell’istruttoria dibattimentale e di due giorni di interminabile requisitoria. Poco prima delle 14:30 dello scorso lunedì, i giudici della Corte si erano riuniti in Camera di Consiglio in vista di una decisione che non si preannunciava affatto semplice. Rimasti blindati in una caserma militare, dopo due giornate di riunione, i sei giudici popolari e gli otto togati sono giunti alla loro decisione finale decretando il carcere a vita a carico di Giosuè Ruotolo, dopo un lungo primo grado che prese il via lo scorso 10 ottobre, durato ben 45 udienze. Fino alla fine l’imputato aveva ribadito la sua innocenza e la sua stessa difesa aveva sottolineato come fino ad oggi era stato tenuto in carcere un innocente. Con la sua decisione, la Corte d’Assise di Udine ha invece ritenuto il 28enne campano il solo responsabile dell’orrendo duplice omicidio avvenuto il 17 marzo 2015 quando la coppia di fidanzati veniva freddata a colpi di pistola nel parcheggio del Palasport di Pordenone.

LE FAMIGLIE DELLE VITTIME: “CONOSCEVAMO LA VERITÀ”

Una sentenza che non lascia scampo a Giosuè Ruotolo, quella giunta pochi minuti fa e che condanna all’ergastolo il solo imputato di un processo lungo ed articolato nel quale la difesa del ragazzo ha sempre tentato di dimostrare la sua assoluta innocenza ed estraneità. Al termine di 49 interminabili ore di Camera di consiglio, la Corte d’Assise di Udine ha dichiarato l’imputato colpevole della morte di Trifone e Teresa. Era questo il risultato che le famiglie delle due vittime auspicavano, sempre convinte della colpevolezza di Ruotolo, vittima delle sue stesse tante bugie. Ora per lui, che aveva sperato di riuscire a dimostrare la sua innocenza, si chiude un primo capitolo, in attesa dell’Appello. I genitori di Trifone e Teresa, di contro, possono considerarsi soddisfatti del primo risultati avuto, una pena certamente attesa e che conferma a pieno la versione fornita nel corso del processo dall’accusa sebbene i legali del giovane abbiano tentato di far cadere i dubbi anche sui due ex coinquilini di Trifone e dello stesso Ruotolo, chiamati a testimoniare nel corso delle varie udienze ma ritenuti estranei al duplice delitto dei fidanzati. “Noi la verità già la conoscevamo”, ha commentato a caldo la mamma del militare pugliese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori