Uccise i genitori a colpi d’ascia/ Assolto il figlio perché satanista…

- Paolo Vites

Aveva ucciso padre e madre a colpi d’ascia, adesso è stato assolto per infermità mentale. E’ il caso di un giovane di 27 anni che durante il massacro ineggiava a Satana

firme false m5s
(LaPresse)

Per qualche giornale si tratta di una sentenza clamorosa. Quando si usa questo aggettivo normalmente si intende “qualcosa di sbagliato che non andava fatto”. E’ il titolo che qualche media ha usato per descrivere la notizia dell’assoluzione “per incapacità di intendere e di volere” del giovane che due anni fa esatti, nel novembre del 2015, uccise i genitori massacrandoli a colpi d’ascia. Il tragico fatto avvenne in una abitazione di campagna di Frigento in provincia di Avellino, un fatto che scosse profondamente tutti gli abitanti della zona. Ivano Famiglietti, 27 anni, inneggiando a Satana uccise il padre Michele di 55 anni e la madre Maria Covino di 54, prima colpendoli con pugni poi con un’ascia con la quale li massacrò secondo i periti decine di volte. Dopo l’assassinio, Ivano sarebbe rimasto tranquillamente in casa per quasi due giorni, bevendo alcolici e guardando la televisione. A scoprire il tutto i carabinieri, allertati dai parenti che non sentivano più la coppia dal momento del fatto. Adesso la sentenza: assolto perché come sostengono i periti, “al momento dei fatti, il giovane era incapace di intendere e volere per un vizio totale di mente”. Non è una sentenza clamorosa, a meno che si voglia tornare a rinchiudere i malati di mente nelle carceri comuni, magari legandoli con le catene come si faceva una volta. Già senza conoscere tutte le indagini dei periti, ai quali va la fiducia del caso, lo svolgimento dei fatti spiega che l’omicida aveva seri problemi mentali.

Nessuno dice se questi disturbi si erano già presentati in precedenza, ma la malattia mentale può anche scoppiare da un momento all’altro, improvvisamente, senza avvertimenti. E infatti qualche testata che ha approfondito il caso scrive che da tempo il giovane mostrava interesse per culti satanisti ed esoterici postando questa passione sulla sua pagina Facebook. Nei mesi precedenti il duplice omicidio si era reso protagonista di atti vandalici in due chiese della zona. Nella prima aveva distrutto una statua dell’arcangelo Michele portando via la testa di Satana che era posta sotto i suoi piedi, nel secondo caso aveva danneggiato una cappella sempre intitolata allo stesso arcangelo Michele. Era quindi stato ricoverato per disturbi psichici ma rimesso presto in libertà. Dunque prima di parlare di sentenza “clamorosa” bisognerebbe parlare del fatto che il ragazzo non doveva restare a vivere con i genitori, ma in strutture adeguate alla sua situazione. La scarsissima assistenza che i servizi sociali danno alle famiglie con malati di mente ha già fatto scaturire tragedie analoghe, e non sono poche. Genitori costretti per mancanza di soldi o per la vergogna a tenersi in casa figli malati, i quali si avventano contro di loro, in quanto responsabili delle patologie stesse: è un dato di fatto. Assoluzione infine per un malato di mente colpevole di omicidio non significa il ritorno in libertà, infatti si trova ricoverato presso una struttura riabilitativa per l’esecuzione di misure di sicurezza di San Nicola Baronia, dove, vista la gravità del caso, è probabile passi il resto della vita.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori