SEGREGATA PER 10 ANNI IN UNA BARACCA/ Lamezia Terme, nuovi sviluppi sulla vicenda (Pomeriggio 5)

- Emanuela Longo

Segregata per 10 anni in una baracca a Lamezia Terme: nuovi sviluppi sul caso al centro di Pomeriggio 5. Procedono le indagini a caccia di ulteriori responsabilità.

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Segregata e violentata per 10 anni in una baracca

Non accenna a diminuire l’attenzione di Pomeriggio 5 sul caso della giovane donna 29enne, picchiata, violentata e segregata in una baracca nei pressi di Lamezia Terme per ben 10 anni dal suo amante-aguzzino. L’uomo è stato finalmente arrestato ma poco alla volta sarebbero emersi alcuni elementi davvero inquietanti che bene evidenziano lo stato in cui per anni, la giovane romena è stata costretta a vivere, insieme ai suoi due bambini di 3 e 9 anni, entrambi frutto delle violenze subite. Negli ultimi due giorni alla trasmissione condotta da Barbara d’Urso era intervenuto l’avvocato difensore dell’uomo insieme alla figlia, anche lei rappresentante legale del presunto aguzzino attualmente in carcere. Il suo legale aveva ammesso di essere tornato in carcere a far visita al suo cliente e di averlo informato del clamore della vicenda anche grazie all’attenzione derivante dalla trasmissione di Canale 5. Tuttavia lo stesso legale avrebbe frainteso la posizione della d’Urso nei confronti di questa terribile storia fatta di estrema violenza e disagi. L’orco, come emerso, era già stato arrestato in passato per il medesimo reato.

IL PRECEDENTE: ROSA, COSTRETTA AD ABORTIRE DUE VOLTE

Si chiama Aloisio Francesco Rosario Giordano l’aguzzino il quale per dieci anni ha reclutato in una baracca (anche se al suo avvocato non piace definirla così) una donna 29enne, abusando di lei e costringendola a vivere insieme al frutto delle violenze in una condizione di totale disagio, senza elettricità né acqua. Alla donna era impedito anche solo uscire dalla dimora nella quale erano ammassati oggetti di varia natura, come se fosse una vera e propria discarica. L’orrore si è consumato a Gizzeria, in provincia di Crotone. Prima di quanto accaduto alla povera Mariana (nome di fantasia, ndr) lo stesso inferno era stato vissuto anche da un’altra donna, Rosa, letteralmente schiavizzata dal 55enne che la costrinse per ben due volte ad abortire in modalità inumane, procedendo all’interruzione di gravidanza come se fosse carne da macello. Nei giorni scorsi, come riporta QuiCosenza.it, l’aguzzino era stato trasferito dal carcere all’ospedale di Catanzaro in seguito ad alcuni problemi cardiaci. Le indagini sono entrate nel vivo perché i carabinieri stanno cercando di capire anche le altre responsabilità oltre a quelle dell’uomo.  



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