Vice direttore cacciato dallo Ior/ Vaticano, Giulio Mattietti silurato da un fedelissimo del Papa?

- Niccolò Magnani

Vice direttore Ior cacciato dal Vaticano: Giulio Mattietti silurato da un fedelissimo di Papa Francesco? Dossier segreti, intrighi oscuri e inchiesta interna avviata

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Pedopornografia, monsignor Capella confessa

Chiunque oggi dica che ha chiaro i motivi per cui Giulio Mattietti è stato licenziato/fatto dimettere/accompagnato fuori dal Vaticano e dallo Ior, non dice il vero: tutti i vaticanisti che si sono espressi sull’ennesima vicenda “oscura” della banca vaticana hanno giustamente premesso che la verità ancora non è non solo minimamente chiara, ma neanche minimamente vicina all’essere pubblicata. In sintesi, i motivi dell’addio del responsabile informatico e direttore “aggiunto” dello Ior non sono chiari (al momento), si possono solo vagliare i vari possibili “casi” avanzati da chi segue da anni le vicende vaticane, in particolar modo gli ultimi traumatici anni dell’Istituto di Opere Religiose. Secondo Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, ci potrebbero essere altre teste importanti che potrebbero cadere nello Ior nei prossimi mesi: dopo che Mattietti è stato scartato (qui tutte le prime notizie e ipotesi sul caso Ior), ora a rischiare potrebbero essere il direttore generale e il presidente, per primi, ma anche l’intera e complessa macchina organizzativa della banca del Papa. « Secondo alcune indiscrezioni circolate due giorni fa, al manager sarebbe stato contestato di aver consegnato documenti a Libero Milone quando ancora ricopriva la carica di Revisore», spiega la Sarzanini, ricordando come Milone è quello stesso fatto licenziare a giugno dopo la minaccia dell’arresto in Vaticano per aver fatto spiare membri della Santa Sede senza alcun permesso alcuno.

I PRESUNTI DOSSIER SEGRETI

L’Ansa ha spiegato, con fonti anonime, che il licenziamento sarebbe stato indetto da sei cardinali componenti della commissione di vigilanza per evitare che portasse via documenti riservati e importanti: il Vaticano avrebbe aperto una inchiesta interna sul conto di Giulio Mattietti, ormai ex direttore aggiunto della banca vaticana. Pare che le modalità drastiche – “scortato fuori dalle Mura della Santa Sede” – siano dovute proprio all’esigenza stringente che l’ex braccio destro di Mammì non portasse via i documenti nel suo ufficio di responsabile informatico della Banca. «Proprio sulle carte e sugli strumenti informatici in suo possesso si incentreranno le prime verifiche interne. Il suo ufficio allo Ior è stato chiuso, pur senza l’apposizione di sigilli», scrive ancora l’Ansa. Fabio Marchese Ragona, vaticanista di Mediaset, su Il Giornale ha scritto oggi che addirittura sarebbe stato un fedelissimo di Papa Francesco a ordinare la cacciata di Mattietti, un cardinale membro della stessa commissione cardinalizia citata dall’Ansa. Un elemento però Ragona lo mette in chiaro, sfruttando fonti interne al Vaticano: «è stato sì cacciato repentinamente, per evitare che portasse via materiale dal suo ufficio, ma qualche giorno fa, quando ha «cessato il suo incarico» lasciando sbigottiti anche i suoi più stretti collaboratori, non è stato «scortato» fuori da nessuno, come inizialmente era stato fatto filtrare. Né gli uomini della Gendarmeria Vaticana, la «polizia» del Papa, né le guardie svizzere che rispondono direttamente al Santo Padre e alla Segreteria di Stato, hanno portato fuori dal piccolo Stato Giulio Mattietti». Il mistero insomma si infittisce ancora di più e la possibilità che dossier segreti nell’ufficio di Mattietti e Mammì siano presenti è molto alta. Tra qualche giorno dovrebbe chiudersi l’indagine su Milone che tra i tanti aveva “spiato” il sostituto alla Segreteria di Stato, Monsignor Angelo Becciu. Probabilmente l’esito di questa indagine potrebbe dare elementi in più anche sul caso “Ior-Mattietti”, in attesa che il ritorno di Bergoglio possa fare di nuovo luce sugli intrighi poco chiari tra le Mura Vaticane.



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