LETTERA SULLA COLLETTA/ “Perché donare tutto ci fa essere felici?”

- La Redazione

“Volevo dare tutto, commossa per la gratitudine di ciò che abbiamo ricevuto”. Quando la Colletta alimentare cambia le persone. La lettera-testimonianza di MIRIAM HASSINA

Colletta Alimentare
Colletta Alimentare (LaPresse)

Caro direttore,
l’ultimo sabato novembre purtroppo non sono riuscita a fare la Colletta alimentare perché avevo la febbre. Verso l’ora di pranzo è tornata la mamma dal lavoro e mi ha detto che aveva incontrato al supermercato la mia amica Cibi. Io mi sono stupita che si fossero incontrate al supermercato, ma poi mi sono ricordata che c’era la Colletta e in tono dubbioso ho chiesto a mia mamma se fosse riuscita a comprare qualcosa per la Colletta. Lei all’inizio non ha detto niente e allora io ho iniziato a dire “ma come? piuttosto esco io con la febbre ma dobbiamo comprare qualcosa per la Colletta”, e dopo poco mia mamma ha detto che sì, aveva fatto la spesa da donare, e mi ha detto pure tutte le cose che aveva preso. Io sono rimasta sbalordita perché aveva usato più della metà dei soldi della spesa settimanale, e allora le ho detto “ma non c’era bisogno, bastavano due pacchi di pasta”, e mia mamma mi ha risposto: “mi ha detto così anche la tua amica, ma volevo risponderle che per tutto quello che ho ricevuto dagli amici incontrati in questi anni e da Dio, quella spesa non basta, anzi volevo dare tutto. Alla tua amica non sono riuscita a dire niente perché davanti a quel ‘è troppo’ mi si è spezzata la voce perché ero commossa per la gratitudine di ciò che abbiamo ricevuto e per la piccolezza di quello che ho dato”. 

Questo dialogo con la mamma ha cambiato la mia settimana perché mentre per me la Colletta era partecipare ad un gesto e quindi “basta prendere la pasta”, per mia mamma, che non sa nemmeno da dove nasca quel gesto, è stato un atto di gratitudine a partire dalla sua storia e da tutti gli aiuti che ha ricevuto. Cioè non era un gesto circoscritto al momento; per mia mamma era pieno di tutta lei, della sua storia e di quel Presente che glielo ricordava.  

In più quello che ha inciso nella mia settimana, ancora adesso, è la sua affermazione “ma io volevo dare tutto”. La sto vivendo come domanda: “cosa vuol dire dare tutto?” Non tanto come forma ma come vita? 

Miriam Hassina

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori