LA BIMBA DI PIETRA/ Non si muove e ha perso la mamma, ma Beatrice spera: “da grande sarò medico”

- Francesco Agostini

La bambina di pietra, Beatrice ha un male oscuro che le blocca le giunture delle ossa e che la costringe a una vita da invalida, assistita dal solo padre.

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Immagine di repertorio (Pixabay)

La malattia che attanaglia la povera Beatrice di 8 anni non ha ancora un nome. I genitori si sono rivolti a specialisti di tutto il mondo ma nessuno è riuscito a definire in maniera convincente cosa abbia Beatrice. E soprattutto perché ce l’abbia e quali cure esistano per poterla rimettere in sesto. Questa povera aragazzina di 8 anni, a soli due mesi dalla nascita, ha iniziato a bloccarsi. Le sue ossa e le sue giunture si sono misteriosamente bloccate, rendendola, di fatto una bambina di pietra: definizione che non è mai piaciuta più di tanto a suo papà, che l’ha sempre vista come una sorta di speculazione da parte dei media e dei giornali. Il risultato di questo tremendo male è che Beatrice non può muovere un singolo arto del suo piccolo e fragile corpo; riesce solamente a roteare gli occhi per poter comunicare al papà e alla badante. La situazione della bambina è resa ancor più grave dal fatto che i medici, al momento, non sono in grado di aiutarla. Nessuno è stato ancora capace di comprendere a fondo qual è il fattore scatenante che lega le sue ossa una all’altra, bloccandola in uno stato di invalidità pressoché totale.

UNA VITA IN SALITA

La vita di Beatrice e di suo papà non è certamente facile, come è possibile immaginare. Per la piccola anche le cose più semplici della vita sono degli ostacoli enormi da superare, anche mangiare, bere o vestirsi. Racconta il papà al quotidiano La Repubblica: “La mattina abbiamo un metodo collaudato per vestirci, oramai siamo affiatati io e Bea. La sveglia suona molte ore prima dell’inizio della scuola e quando è tutto pronto il pullman passa a prenderla.” Quando è possibile, naturalmente, visto che con la saute cagionevole che ha, Beatrice non può andare spesso a scuola. Molte volte ha delle ricadute e deve essere portata in ospedale per accertamenti più approfonditi. “Quando accade – spiega il papà – so che quasi al 90% è colpa dei polmoni che funzionano male. Oramai ci sono abituato.” Per questo motivo la piccola ha potuto recarsi a scuola soltanto per sei mesi negli ultimi tre anni. Questo non significa che non sia scolarizzata, però: la scuola provvede ad affidargli dei compiti a casa e ad aiutarla tramite un insegnante di sostegno che la segue passo passo.

LA MORTE DELLA MAMMA

Per la povera Beatrice, purtroppo, non c’è pace. Un anno fa sua mamma è morta per un cancro al cervello, lasciandola da sola con il papà che si occupa 24 ore su 24 della sua piccola. Per farlo ha dovuto necessariamente chiedere un’aspettativa di due anni dalla sua azienda, la nota Alenia, e affidarsi parzialmente ad una baby sitter che lo aiuti. Anche se sempre presente, il papaà deve comunque svolgere quelle normali faccende di casa che qualsiasi genitori dovrebbe compiere e per cui è fisiologico assentarsi. Il tutto, come dicevamo, senza una figura fondamentale come quella materna. ” A Beatrice la mamma manca tantissimo, anche se molto spesso non lo dice. Quando vedo che prende una foto di mia moglie noto che le si appannano gli occhi. Per lei è molto difficile.” E lo è anche per il papà, ne siamo certi. Nonostante questo, counque, Beatrice non si abbatte e fa tanti progetti per il futuro: un futuro che al momento appare nero ma che potrebbe rischiararsi in vista di nuove scoperte medico-scientifiche. La bambina, infatti, ha dichiarato: “Da grande mi piacerebbe fare l’anestesista.” Perché per i bambini esiste solo il futuro.

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