SANTA LUCIA/ 13 dicembre, santo del giorno: notte rischiarata dalle stelle cadenti

- Niccolò Magnani

Santa Lucia, il santo del giorno 13 dicembre: il Natale anticipato con la patrona di Siracusa. La storia e la tradizione della protettrice della vista e degli occhi

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Santa Lucia, patrona di Siracusa (Twitter)

13 dicembre 2017, il Natale si avvicina e domani c’è la grande festa di Santa Lucia, patrona di Siracusa e protettrice di tutti i malati alla vista. Una festa in cui un Babbo Natale anticipato porta i doni ai più piccoli e ai bisognosi. Un giorno speciale che avrà una serata bella e intensa come sottolinea Meteo Web. Non sarà la notte più lunga dell’anno, ma sarà senza ombra di dubbio da ricordare: poco dopo le ore 18.00 la Stazione spazione internazionale sarà il punto più luminoso in cielo, che sarà poi seguito dalla pioggia di stelle cadenti di inverno, le Geminidi, che saranno più visibili che mai grazie all’assenza della Luna, come riportato dall’Unione astrofili italiani (UAI). “Quest’anno non ci sara’ la Luna a disturbare e quindi si potra’ godere di questo spettacolo gia’ dalle prime ore della notte. Gli sciami di meteore sono generati da nubi di detriti, e finiscono per esaurirsi o diradarsi se non sono alimentati a sufficienza da un corpo celeste”, le parole di Volpini. (Agg. Massimo Balsamo)

È ANCORA “IL GIORNO PIU CORTO CHE CI SIA”?

La leggenda vuole che “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”: ma è davvero ancora così, nel 2017? La risposta è semplice, no, ma il motivo è molto interessante e risale addirittura al Calendario Gregoriano: il detto è di cinque secoli fa, ovvero prima dell’anno cardine del 1582 quando venne cambiato per sempre il calendario mondiale. «In quel periodo la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era ancora così rilevante che il solstizio cadeva proprio fra il 12 e il 13 dicembre», spiega il MeteoGiornale, rendendo quindi il giorno di Santa Lucia all’epoca davvero il più “corto che ci sia”. Oggi però non è più così, e non certo dall’altroieri: a seguito della Riforma di Papa Gregorio XIII, si colmò la sfasatura di calendario ed il solstizio passò così al 21-22 dicembre (come oggi). La festa di Santa Lucia rimase però ancorata al 13 dicembre e dunque il grande detto e leggenda è rimasto sfasato di qualche giorno. Resta però una particolarità, come rivela ancora MeteoGiornale: «Va comunque rilevato che ancora oggi attorno al 13 dicembre cade il periodo dell’anno in cui il Sole tramonta prima. Nell’arco delle prime due settimane di dicembre l’orario del tramonto si mantiene quasi costante, tra le 16.41 e le 16.42 (per una località di media latitudine italiana): il sole tramonta perfino prima che al solstizio!». 

LA TRADIZIONE A BERGAMO: UN MAZZOLINO PER OGNI BAMBINO

Abbiamo raccontato di come Santa Lucia, nell’immaginario collettivo di molte tradizioni e culture, rappresenti una sorta di Babbo Natale al femminile. La martire che domani, 13 dicembre 2017, porterà diversi doni a milioni di bambini come antipasto del Natale vero e proprio. A celebrare questo elemento di folklore è anche la città di Bergamo, dove si attende con trepidazione l’arrivo della Santa e del suo caratteristico asinello volante: un’accoppiata formidabile, che premia i bambini buoni – e andati al letto presto – con tanti bei doni. A chiarire i contorni di questa tradizione su L’Eco di Bergamo è stata Paola Francesca Denti, designer di Clo’eT, che nella sua bottega di Bergamo, in via Paglia, ha preparato dei mazzetti di fieno:”Noi cremaschi abbiamo sempre avuto una tradizione: il mazzolino di fieno solitamente posto fuori dalla porta di casa o appeso sulla ringhiera del balcone o sul cancellino dell’abitazione è il messaggio che in quella casa ci sono bambini in attesa di doni: fiocco rosa per la bambina e fiocco azzurro per il maschietto. Per ogni bambino un mazzolino”. Vi state chiedendo a cosa serve il mazzolino? Semplice: “Per appendere la letterina per S.Lucia con elenco dei desideri dato che a Crema non c’è la chiesa di Santa Lucia e per dare da mangiare all’asinello nella notte più lunga che ci sia: infatti la mattina di Santa Lucia il mazzolino di fieno non c’era più!”. Insomma: a Santa Lucia latte e biscotti, all’asinello il suo fieno. Costo di quest’operazione? Minimo:”Verrà richiesto come scambio un soldino, una moneta qualsiasi. 50 cent , 1 euro ma anche 1 moneta di cioccolato, per capire il senso dello scambio e aspettare insieme Santa Lucia”. (agg. di Dario D’Angelo)

LA “BABBO NATALE” DELLA SCANDINAVIA

La Scandinavia è storicamente una parte del mondo non propriamente religiosa su larga scala: Svezia e Danimarca però a Santa Lucia sono sinceramente affezionate e con una tradizione che parte dai cristiani presenti e tutt’ora fedeli e arriva fino agli atei e agnostici che però in questa storica figura vedono un simbolo di Luce in Paesi dove per molti mesi all’anno il sole è una chimera. Il primo Luciadag (giorno di Lucia) in assoluto fu celebrato in Danimarca nel 1944 – importato dalla vicina Svezia – da tale Franz Wend «con l’intento di “portare luce nel Paese in un periodo buio”. Il “periodo buio” al quale ci si riferisce è l’odiata occupazione tedesca della Danimarca durante la seconda guerra mondiale», si legge sul portale DanimarcaPerTutti. In più, in tutta la Scandinavia e non solo, la tradizione della Santa di Siracusa vede una sorta di “babbo Natale” che porta doni e regali in anticipo: come spiega il portale Rudolf Steiner, la tradizione vuole che la figlia maggiore indossi una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita, con il capo coronato da un intreccio di rami e sette candeline, si svegli alle 4 del mattino e porti caffè, latte e dolci ai familiari ancora a letto. «Mentre i maschi di famiglia è tradizione che indossino grandi cappelli di carta e portino lunghi bastoni con stelline. I ragazzi e le ragazze passano di casa in casa a portare le canzoni tradizionali della festa». Non solo nei Paesi scandinavi però, anche a Venezia, Brescia, ovviamente Sicilia e altri parti d’Italia il culto e la tradizione della Santa protettrice della vista sono proliferati nei secoli. 

LA STORIA E LA FESTA

Il 13 dicembre si ricorda Santa Lucia, la grande Santa della Luce, protettrice di tutti i malati alla vista e in molte zone del mondo e in Italia di fatto un “babbo Natale” anticipato che porta i doni ai più piccoli e i più bisognosi. Come narra la tradizione, Santa Lucia visse tra il 283 e il 304 dopo Cristo e decise di dedicare la sua vita al Signore e per questo fu perseguitata, mutilata e uccisa. Da quel tempo divenne la Santa protettrice degli occhi e della vista e si dice che l’inizio del suo martirio fu proprio il 13 dicembre: la leggenda la vuole sopra un asinello a distribuire i doni ai bambini buoni. Sul fronte storico, Santa Lucia è nata a Siracusa nel 281 da una ricca e nobile famiglia. A cinque anni è diventata orfana di padre ed è stata educata cristianamente dalla madre Eutichia che avrebbe voluto per lei un buon matrimonio. Tuttavia Lucia sin da piccola ha deciso di mantenersi vergine per tutta la vita ed ha cercato a lungo di rimandare le nozze che la madre le aveva proposto, perché non voleva rivelarle il suo segreto di perpetua verginità. In seguito a una grave malattia della madre si recarono entrambe in pellegrinaggio a Catania sulla tomba di Sant’Agata per chiedere la guarigione e la Santa ha chiesto a Lucia di mantenere il voto di verginità e se necessario anche il martirio in nome di Cristo in cambio della guarigione della madre. La madre è guarita ed una volta rientrate a Siracusa Lucia le ha confidato il suo segreto e ciò che Sant’Agata le aveva chiesto, pertanto anche Eutichia è stata d’accordo nel mandare a monte le nozze. Il pretendente non appena ha scoperto che il rifiuto di Lucia era dovuto alla fede cristiana è andato dal proconsole romano accusandola come seguace della religione cristiana e quindi ribelle a Cesare e agli dei. Una volta portata davanti al proconsole romano Pascasio Lucia ha ribadito la sua ferma volontà di rimanere fedele a Cristo a costo del martirio e la tradizione vuole che le venissero cavati gli occhi. Santa Lucia venne martirizzata il 13 dicembre del 304 e la sua festa cade in prossimità del solstizio d’inverno per cui è nato il detto ”Santa Lucia il giorno più corto che ci sia”. Nel 1040 il suo corpo venne prelevato dai bizantini da Siracusa e portato a Costantinopoli ed in seguito rubato dai veneziani dove si trova attualmente conservato nella chiesa di San Geremia.

LA FESTA IN SICILIA

Santa Lucia è patrona di Siracusa e in occasione della sua festa moltissime persone da tutta la Sicilia ed anche diverse delegazioni di emigrati siracusani nel mondo rientrano in città. Il 1 dicembre iniziano le celebrazioni con una preparazione fatta di preghiere e iniziative religiose e, a 5 giorni dalla ricorrenza, cioè l’8 dicembre, nella cattedrale di Siracusa viene aperta una nicchia che custodisce il simulacro della Santa. La mattina del 12 dicembre viene spostato il simulacro sull’altare maggiore e la sera si svolgono preghiere solenni presiedute dall’arcivescovo, i sacerdoti di varie diocesi e tutte le autorità civili e religiose della Sicilia orientale. Alla fine della celebrazione a tutti i fedeli viene distribuito un dolce tipico siracusano chiamato Cuccia. Il 13 dicembre tutta la città è in festa e nel pomeriggio il simulacro viene portato in piazza del Duomo percorrendo tutte le zone dove si è svolto il martirio attraverso un lungo giro per la città che si conclude nella basilica dove rimarrà sull’altare maggiore per altri sette giorni.

GLI ALTRI SANTI DEL 13 DICEMBRE

Il 13 dicembre oltre a Santa Lucia vergine e martire si venerano i beati Antonio Grassi e Giovanni Marinoni, la Badessa Odilia di Hohenbourg, i santi Pietro Cho Hwa-so e 5 compagni martiri, Sant’Autberto Vescovo, San Giudoco di Piccardia, Sant’Antioco di Sulcis Martire e i Santi Eustrazio, Oreste, Aussenzio, Eugenio e Mardario Martiri. Ma quella del 13 dicembre resta una grande festa per tutta la Sicilia e Siracusa in particolare proprio per la tradizione ultrasecolare nata in quelle terre: Siracusa sorge sulla costa sud orientale della Sicilia ed è una città con una storia molto antica, che affonda le origini nel 734, data della sua nascita ad opera dei Corinzi. Nell’anno 61 vi si è fermato per alcuni giorni l’apostolo Paolo mentre veniva portato a Roma e nel VI secolo è diventata la capitale dell’impero bizantino. Nel 1693 è stata distrutta da un terremoto e conserva tuttora le architetture barocche costruite in quell’epoca; considerando le sue meraviglie architettoniche e storiche nel 2005 stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

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