GREEN DIESEL/ Quel nuovo carburante dell’Eni prodotto con olio esausto dei ristoranti e alghe

- Francesco Agostini

Green diesel, al via il programma Eni che prevede un nuovo carburante, formato in parte da olio esausto proveniente dai ristoranti, grassi animali e addirittura alghe.

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Green Diesel (web)
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Il mondo del carburante sta per cambiare definitivamente. A piccoli passi, certo, ma la situazione globale sta rendendo sempre più evidente come l’uomo debba fare dei passi in avanti su temi caldi come quelli del riciclo per rispettare il nostro caro ambiente. Se non lo facciamo rischiamo nel giro di pochi anni di giungere al completo collasso ambientale, il che, di conseguenza, ne fa una strada obbligata. Nel campo della raccolta differenziata abbiamo fatto passi da gigante, è vero, ma nell’area carburante siamo ancora piuttosto indetro. Almeno fino ad oggi. Eni, infatti, sta studiando un sistema che permette di avere il cosiddetto green diesel, una sorta di carburante formatosi parzialmente da materiali di scarto come, ad esempio, l’olio oramai esausto dei ristoranti oppure elementi naturali come le alghe. Il sistema è innovativo e davvero sorprendente e promette di avere un impatto ambientale nettamente migliore sulla qualità dell’aria. In parole povere, questo potrebbe essere davvero il futuro in un’epoca di transizione dalla benzina all’elettrico. Vediamo insieme dove verrà prodotto.

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RIVOLUZIONE ENI

A Venezia, in alcuni stabilimenti dedicati, Eni si prepara a dare forma al Green Diesel. L’impatto ambientale, come dicevamo in precedenza sarà nettamente migliore: il suo utilizzo ridurrà del 40% l’immissione degli idrocarburi incomposti e di ossido di carbonio, tanto per iniziare. A seguire ci sarà una riduzione del 5 % circa di CO2 nell’aria e un 20% di particolato in uscita dal motore. Ma la rivoluzione dell’Eni non si ferma qui. In questi giorni, nello stabilimento di Gela, si sta studiando un sistema che permetterà a breve di poter riciclare anche alghe e grassi animali per poterli aggiungere al carburante, in modo da renderlo ancora più green di quanto già non lo sia al momento. Per quanto riguarda l’olio esausto, invece, si provvederà un accordo privato tra Eni e i vari produttori, affinché questo non venga definitivamente smaltito ma venga invece portato per essere poi riutilizzato come carburante in seguito a un lungo trattamento. Tutto fa brodo, insomma, e in un momento dramatico come questo per l’ambiente non si deve buttare via assolutamente nulla. Il green diesel sarà il futuro: un futuro più pulito e certamente ecosostennibile, in attesa dell’arrivo dell’elettrico.

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