Like su Facebook? Indizio di terrorismo/ Cassazione: le azioni sui social possono contribuire all’accusa

- Carmine Massimo Balsamo

Terrorismo con un like all’Isis, secondo la Cassazione un’azione social può giustificare la custodia cautelare: una sentenza nel Bresciano fa giurisprudenza

bandiera_isis_wikipedia_2017
La bandiera dell'Isis
Pubblicità

Terrorismo con un like, una sentenza della Cassazione fa giurisprudenza sulle azioni sui social network e l’apologia del terrorismo islamico. Come riporta Repubblica, la Cassazione ha stabilito che anche mettere un ‘mi piace’ ad un video dell’Isis può rappresentare un grave indizio di colpevolezza, che giustifica la custodia cautelare in carcere per il reato di apologia del terrorismo. Un residente del bresciano, un uomo di origine del Kosovo ora espulso dall’Italia, era stato sottoposto in custodia cautelare per questo motivo, decisione poi annullata dal tribunale del Riesame. Dopo una prima pronuncia della Corte Suprema ed un nuovo annullamento del tribunale del Riesame, il procuratore della Repubblica di Brescia presentò un secondo ricorso poiché “il richiamo costante ed esplicito al conflitto bellico in corso di svolgimento sul territorio sirio-iracheno, contenuto nelle registrazioni pubblicate e condivise sul profilo Facebook rappresentava un idoneo e qualificato riferimento all’Isis”.

Pubblicità

TERRORISMO CON UN LIKE

Il tribunale del Riesame aveva ritenuto che nelle videoregistrazioni in questione non vi erano elementi sufficienti per ricondurre i richiami alla guerra santa all’Isis. Non era dimostrabile, dunque, la volontà del residente del bresciano di riferirsi all’Isis e non ad altri combattenti. Secondo il capo del pm di Brescia questa argomentazione risulta “contraddittoria e incongrua”, come riporta Repubblica, con cui si ridimensiona anche l’importanza dell’opzione like che l’indagato aveva messo ad uno dei numerosi video che circolano nella rete. Ma non solo: la durata di undici giorni della condivisione di due video inneggianti al terrorismo islamico sul suo profilo Facebook e “circostanza che uno dei due sarebbe stato diffuso con la sola opzione ‘mi piace’” sono elementi non ritenibili idonei per ridurre la portata offensiva della sua condotta. Il tribunale del Riesame di Brescia, dunque, dovrà occuparsi nuovamente di questo caso seguendo i principi dettati dalla cassazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori