Francesco Bellomo/ Rosa Calvi, l’ex studentessa del consigliere: “Provò a baciarmi in un hotel ma andai via”

- Emanuela Longo

Francesco Bellomo, l’ex studentessa oggi avvocato rompe il silenzio e racconta la sua esperienza: il Consigliere provò a baciarla, le regole choc del suo contratto.

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Il processo in aula (LaPresse)

Si chiama Rosa Calvi la giovane 28enne, avvocato di Cerignola, e che tra ottobre e dicembre di un anno fa ebbe a che fare con Francesco Bellomo, il Consigliere di Stato al centro delle polemiche per la sua condotta. La ragazza seguiva come molti altri coetanei un corso privato per aspiranti magistrati tenuto proprio da Bellomo. Solo oggi, però, ha deciso di raccontare al Corriere.it quello che ha vissuto e che sotto certi aspetti l’accomuna all’esperienza di un’altra ragazza il cui padre ha deciso di denunciare il docente per le continue “vessazioni di carattere anche sessuale” subite dalla figlia. La scelta di seguire un corso tenuto proprio da Bellomo non era stata per Rosa del tutto casuale: “Da varie statistiche risultava quello con il maggior numero di studenti diventati poi magistrati”, ha spiegato la 28enne al quotidiano. Non fece richiesta per diventare borsista ma pagò oltre 2300 euro per l’iscrizione annuale. Nonostante questo e soprattutto nonostante il suo compito fu valutato in maniera non soddisfacente, la Calvi ricevette comunque una mail dalla segreteria della società Diritto e Scienza che annunciava la sua candidatura per la borsa di studio. Bellomo, ha raccontato il giovane avvocato, aveva indicato sette candidate, dalle quali ne scelse solo tre. “E fu in quel momento che per la prima volta vidi tutto quello che prevedeva il contratto da borsista”, dice. Se sul sito internet era indicata la lista dei diritti e dei doveri, quella legata al codice di condotta ed al dress code femminile le fu consegnata solo in quel momento. “Ci diede 15 minuti per esaminare il contratto e poi scelse me, dandomi appuntamento al giorno dopo per la firma”.

IL CODICE DI CONDOTTA E IL DRESS CODE DI BELLOMO

A destare non pochi dubbi fu proprio il contenuto di quel bizzarro codice di condotta con regole fuori da ogni logica. Tra le regole, quella che imponeva di “mantenere una posizione di distacco rispetto ai comuni allievi” e quella che invece impediva di “mantenere o avviare relazioni intime con soggetti con un quoziente intellettivo più basso di 80/100”. Immancabile poi l’obbligo di minigonna per gli eventi mondani. Nonostante la lista di regole, la 28enne decise di sottoporsi al colloquio il giorno seguente: “Ero fiduciosa perché avevo a che fare con un magistrato, un Consigliere di Stato, non uno qualunque”. Eppure, la conversazione si basò su aspetti molto personali di Rosa, dai fidanzati avuti alla sua linea: “disse che se decidevo di accettare, avrei dovuto perdere cinque chili entro marzo”. Francesco Bellomo però notò anche le borse sotto gli occhi ma vi trovò immediatamente la soluzione: “on un paio di punturine risolviamo la situazione”. Ma il bello doveva ancora arrivare: “Subito dopo provò a baciarmi. In un attimo mi sfiorò le labbra e io lo evitai. Rimasi pietrificata. Andai subito via lasciandolo lì, nella hall dell’albergo”, ha raccontato l’aspirante borsista. Nei giorni seguenti il consigliere provò a contattarla, convincendola a partecipare ad un suo corso il weekend seguente a Milano. Lei accettò, ma quando apprese le prove che avrebbe dovuto affrontare per l’addestramento speciale, cambiò idea: “Erano previste alcune prove speciali come andare in Ferrari con lui ad alta velocità oppure passeggiare in una via di locali e scegliere il migliore. Mi sembrarono delle cose assurde e decisi che era il caso di restare a Roma”. Lui la prese ovviamente malissimo tanto da usare nei suoi confronti parole durissime. Nonostante questa esperienza, il sogno di Rosa di diventare un bravo magistrato non si è interrotto. “Mettermi contro un Consigliere di Stato avrebbe potuto precludere per sempre il mio futuro”, ha commentato, ma dopo aver appreso della denuncia da parte del padre di una collega, allora non ha potuto non rompere il silenzio e raccontare la sua esperienza. “Non siamo noi che dobbiamo vergognarci di quello che è successo”, ha chiosato.

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