IGOR IL RUSSO ARRESTATO IN SPAGNA/ Meno male che “giustizia” la fanno gli altri

- Maurizio Vitali

Norbert Feher, ovvero Igor Vaclavic, ovvero Igor il russo è stato catturato in Spagna dalla Guarda Civil dopo avere ucciso due agenti e un agricoltore. MAURIZIO VITALI

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Il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato in conferenza stampa dopo la cattura di Feher (LaPresse)

Preso. Catturato. In manette. Ah non ci scappa più. Igor il russo, Igor il terribile, Igor il Rambo, anzi il Rambov di Budrio (dove uccise il barista Davide Fabbri), e di Portomaggiore (dove uccise il pensionato guardia ecologica volontaria Valerio Verri), ha finito di far dar fuori di matto i Mille. Mille intesi come gli uomini delle forze dell’ordine dispiegati — in aprile, ricordate? — nelle campagne tra Bologna e Ferrara in una gigantesca e vana caccia all’uomo invisibile. Ma adesso l’hanno beccato: in Spagna,  Aragona per la precisione. L’hanno beccato i poliziotti: spagnoli, quelli della Guardia Civil. E’ in una cella, spagnola, in attesa di un processo che si svolgerà in lingua castigliana e si concluderà necessariamente con una pesante condanna alle ispaniche galere. Perché per non farsi mancare nulla, Rambov ha fatto fuori anche due guardie civili e un innocente agricoltore di quelle parti.

“Però l’ho detto prima io”. Senza offesa: quando le nostre autorità hanno subito sottolineato che “la zona del possibile nascondiglio l’avevamo indicata noi”, mi è sembrato di sentire il primo della classe categoria nerd grave, che se ne ha a male se un compagno dà alla prof la risposta giusta prima di lui e non sopporta di perdere la pole position. Perché, diciamola com’è. Nella zona siamo forti: avevamo subito indicato i 40 km quadrati della zona rossa del ferrarese dove Igor si nascondeva, poi i 140 km quadrati della zona rossa di Albalate de Arzobispo, dove l’han preso. Senza omettere la pista austriaca e quella ungherese. Più o meno i territori dell’impero di Carlo V. Intanto lui si esercitava, pare, anche nel traffico di droga a Malaga.

A furia di praticare la zona, ci siamo un po’ indeboliti nella marcatura a uomo. Infatti Igor ha dribblato e ridribblato i nostri nello stretto delle campagne ferraresi, poi è uscito non si sa come dall’area pluri-presidiata, eludendo la guardia, poi è uscito anche dall’Italia forse, chissà, facendo un tunnel al nostro difensore centrale o passando in un tunnel sotto il Monviso scavato con le sue unghie; o forse è fuggito a nuoto: dai canali di irrigazione al Po, all’Adriatico è un attimo. Di lì, basta evitare Lampedusa se no ti soccorrono, e sei in Costa Brava.

Adesso chiederemo l’estradizione, che non sarà concessa perché Spagna fìrst, è normale che prima si faccia tutto l’iter per i delitti commessi in Spagna e per i quali lì è stato catturato. Vabbè, per le estradizioni possiamo occuparci di quella faccia da schiaffi di Cesare Battisti, che dal Brasile continua a farci marameo. Per i processi, cominciamo a celebrare quello della bandiera, quello per reati antecedenti (commessi nel 2015), che è a carico, testualmente, di Vaclavic Igor, cioè di un nome falso  perché Igor il russo in realtà è serbo e si chiama Norbert Feher. Dettaglio non decisivo, tanto l’imputato è assente (assente giustificato, beninteso: per detenzione in altro Paese).

In Spagna nell’82, tra una scopa con Pertini e Zoff, e una furbata di Paolino Rossi, ci era andata meglio assai. Ma non lamentiamoci. In fondo,  un po’ a zona, un po’ a uomo, un po’ per interposta nazione amica, alla fine gliele abbiamo suonate anche a lui, ‘sto Rambov della malora.

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